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Cronaca 4 min di lettura37 min fa

Borghi medievali d’Italia: dieci luoghi sospesi tra storia e paesaggi

Dalle pendici del Pollino alle colline piemontesi, un itinerario tra fortezze, torri, vicoli e panorami che conservano intatto il fascino dell’Italia medievale.

Morano Calabro si arrampica sui fianchi del Pollino con un profilo compatto e suggestivo: le abitazioni seguono il pendio, mentre i resti del castello normanno dominano il centro storico. Il borgo mantiene un legame evidente con la montagna e offre, nelle aree circostanti, diverse possibilità per esplorare il Parco Nazionale del Pollino.

Anche Erice deve molto alla sua posizione. Il centro siciliano, adagiato a circa 750 metri d’altitudine in provincia di Trapani, cambia atmosfera quando la nebbia avvolge le strade in pietra, le chiese e il castello normanno. Nelle giornate limpide, invece, lo sguardo raggiunge il territorio trapanese e le coste della Sicilia occidentale.

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Due borghi tra altura e nebbia

A Erice la visita passa attraverso vicoli, architetture religiose e antiche fortificazioni, con la possibilità di fermarsi nelle botteghe tradizionali. Il tessuto urbano permette di riconoscere le diverse epoche che hanno segnato la storia della località.

Morano Calabro presenta un carattere diverso, ma conserva lo stesso rapporto stretto con il territorio. Dalle sue strade la presenza del Pollino è costante e il paesaggio montano diventa parte integrante dell’esperienza, insieme alla struttura raccolta delle case addossate una all’altra.


Quando la storia domina il paesaggio

Questi centri non sono nati casualmente nei luoghi in cui si trovano. Tra il IX e il XV secolo molti insediamenti vennero costruiti su colline o speroni rocciosi, così da sorvegliare le vie di transito e rendere più difficile l’arrivo degli eserciti nemici.

Mura, torri e castelli circondavano abitazioni, botteghe, piazze e luoghi di culto. Il reticolo di strade strette e irregolari è ancora leggibile in numerosi centri storici e contribuisce al carattere raccolto delle visite.

Per individuare località che rispettano determinati requisiti esiste anche il circuito “I Borghi più belli d’Italia”. Il percorso considera 72 parametri e, alla fine del 2025, comprendeva 382 località: non una graduatoria assoluta, dunque, ma una selezione legata alla qualità dei centri e alla loro valorizzazione.


La Toscana delle torri e delle mura

Monteriggioni conserva una delle immagini più riconoscibili dell’architettura militare medievale italiana. La fortificazione venne realizzata dai senesi nel XIII secolo per proteggere il territorio dalle incursioni fiorentine e ancora oggi il borgo è identificato dalle quattordici torri della sua cinta.

Le mura hanno lasciato una traccia anche nella letteratura: Dante Alighieri le rievoca nell’Inferno, trasformando quelle torri in un’immagine destinata a descrivere i giganti. Poco distante, San Gimignano offre un paesaggio urbano diverso, segnato dalle numerose torri che gli hanno procurato il soprannome di “Manhattan del Medioevo”.

Il centro storico di San Gimignano è Patrimonio dell’Umanità UNESCO e rappresenta uno degli esempi più importanti di borgo medievale ancora inserito nel paesaggio toscano. Monteriggioni e San Gimignano permettono così di osservare due forme differenti della stessa eredità storica: una legata soprattutto alla difesa, l’altra alla fisionomia verticale delle torri.

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Tre storie tra Umbria e Marche

Ai piedi del Monte Subasio, Spello conserva mura e strade che testimoniano una storia molto lunga. Il centro è noto anche per le vie decorate dai fiori e per la Collegiata di Santa Maria Maggiore, dove la Cappella Baglioni custodisce opere del Pinturicchio.

Gradara, nelle Marche, è invece dominata dal castello trecentesco e dal sistema di mura che lo circonda. La località è associata alla vicenda di Paolo e Francesca, ricordata da Dante nella Divina Commedia, e mantiene uno dei complessi fortificati più celebri della regione.

Volterra aggiunge alla componente medievale un passato ancora più antico. Le origini etrusche convivono con porte, edifici e strutture difensive di epoca successiva, mentre la posizione sulle colline apre ampie vedute sul territorio toscano.


Dalla Liguria alle colline piemontesi

Finalborgo, nucleo storico di Finale Ligure in provincia di Savona, è racchiuso da antiche mura e conserva chiese, palazzi ed edifici legati alla storia del Marchesato di Finale. Gran parte delle strade è oggi pedonale, una condizione che rende più agevole osservare il tessuto medievale e le trasformazioni avvenute nei secoli.

La visita può essere affiancata da escursioni nell’entroterra o da una tappa sulla Riviera ligure, combinando patrimonio storico e paesaggio. A Guarene, in provincia di Cuneo, il punto di osservazione cambia: il piccolo centro domina dall’alto le colline delle Langhe.

Il castello di Guarene fu costruito nel Settecento sui resti di una struttura medievale. Dalla sua posizione si apre la vista sui vigneti e su un territorio riconosciuto dall’UNESCO per il valore del paesaggio vitivinicolo e della tradizione enogastronomica.


Civita, la meta raggiungibile a piedi

Civita di Bagnoregio sorge su uno sperone di tufo nella Valle dei Calanchi, in provincia di Viterbo. L’unico accesso è costituito da un ponte pedonale lungo circa 300 metri: l’arrivo richiede quindi una camminata e diventa parte essenziale della scoperta del borgo.

L’erosione ha reso fragile il terreno su cui si trova il centro, all’origine del noto appellativo legato alla sua progressiva scomparsa. Oltre la porta d’ingresso si incontrano case in pietra, vicoli e una piazza centrale che conservano l’aspetto di un insediamento rimasto separato dal tempo presente.

L’ingresso è regolamentato e prevede un biglietto di 5 euro. Civita può inoltre essere inserita in un percorso più ampio nella Tuscia, insieme agli altri paesaggi della Valle dei Calanchi.

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