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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Bibbiena, la ferita resta un enigma: la moglie è indagata

La Procura di Arezzo cerca di ricostruire la morte di Giancarlo Bernardini, deceduto dopo una grave lesione alla gamba sinistra

La morte di Giancarlo Bernardini, 70 anni, resta avvolta da interrogativi. L'uomo è deceduto il 18 settembre dopo una copiosa perdita di sangue provocata da una ferita profonda alla gamba sinistra; ora la Procura di Arezzo sta verificando come sia stata causata.

Nel registro degli indagati è finita la moglie Maria, 59 anni, con l'ipotesi di omicidio. L'iscrizione, precisano gli inquirenti, appartiene alla fase iniziale dell'indagine e non equivale a una responsabilità accertata: la donna è libera, non è destinataria di misure cautelari ed è assistita dall'avvocato Saverio Agostini.


Gli accertamenti sulla lesione

Il nodo principale riguarda la compatibilità della ferita con la versione di un incidente domestico, sostenuta dalla moglie, oppure con l'uso di un oggetto tagliente. La lesione ha raggiunto la vena poplitea in posizione fronto-laterale e, secondo quanto dovrà chiarire la consulenza medico-legale, presentava una notevole profondità.

L'abitazione di Pian del Ponte, nel territorio comunale di Bibbiena, è stata posta sotto sequestro. Durante le verifiche sono stati acquisiti anche alcuni coltelli, che saranno esaminati in laboratorio per stabilire se possano avere un collegamento con la ferita. La relazione affidata al professor Mario Gabbrielli dovrà fornire ulteriori elementi sulla dinamica.


Il racconto della moglie sotto esame

Quel 18 settembre Bernardini era in casa con la moglie. Dopo mezzogiorno partirono i soccorsi del 118; le sue condizioni apparvero subito gravissime e il trasferimento in elicottero all'ospedale di Arezzo non bastò a salvargli la vita. L'uomo morì in serata.

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I carabinieri della Compagnia di Bibbiena e del Reparto investigativo di Arezzo hanno ascoltato familiari e conoscenti. Gli investigatori stanno inoltre confrontando le dichiarazioni della donna, dalla richiesta di aiuto telefonica agli interrogatori successivi: alcuni aspetti del suo racconto avrebbero fatto emergere dubbi, mentre la difesa continua a sostenere la natura accidentale dell'episodio.

L'inchiesta è coordinata dal magistrato Giorgio Martano e dal procuratore Gianfederica Dito. La Procura mantiene il riserbo sugli sviluppi e dovrà attendere l'esito degli esami tecnici e medico-legali prima di definire con maggiore precisione quanto avvenuto nell'abitazione.


L'ultimo saluto a Serravalle

Nel frattempo, giovedì 1 ottobre la comunità di Serravalle ha accompagnato Bernardini nel suo ultimo viaggio. La chiesa neoromanica era gremita: accanto alla bara decorata con fiori e rose rosse c'erano i familiari, compresa la moglie, ancora al centro della vicenda giudiziaria.

Durante la cerimonia, il sacerdote ha ricordato Bernardini come una persona buona e apprezzata. Il rito è stato accompagnato dal coro e dall'organo; conclusa la funzione, la salma è stata trasferita al cimitero di Soci.

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