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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Bevande energetiche associate a infarti e aritmie nei giovani

Analizzati negli Stati Uniti 28mila casi tra 2017 e 2025: il legame statistico non prova il rapporto causa-effetto

Un’analisi statunitense ha rilevato un’associazione tra il consumo di bevande energetiche e alcuni problemi cardiaci, soprattutto tra i giovani adulti. La ricerca, presentata il 3 novembre a Chicago, ha esaminato 28mila casi di infarto e aritmia registrati negli Stati Uniti dal 2017 al 2025.

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I dati sugli eventi cardiaci

Secondo i risultati, chi aveva assunto bevande con caffeina o altri stimolanti presentava una probabilità 4,5 volte maggiore del normale di rivolgersi a un medico o al pronto soccorso per un attacco cardiaco. L’analisi ha inoltre indicato una frequenza quattro volte più alta per le aritmie, tre volte superiore per la tachicardia, 2,71 volte maggiore per il dolore toracico e doppia per gli episodi di svenimento.

Il 45% degli accessi d’emergenza collegati a un uso eccessivo di caffeina e sostanze stimolanti riguardava persone tra 18 e 34 anni. Si trattava in larga parte di individui senza fattori di rischio cardiaco già noti, con una distribuzione simile tra uomini e donne.

La ricerca è stata condotta da Sai Samayamanthula della Virginia School of Medicine utilizzando il registro federale statunitense degli eventi avversi associati agli integratori alimentari e ai prodotti contenenti caffeina o stimolanti. Il database è gestito dalla Food and Drug Administration.


Il limite dei risultati

Gli autori precisano che i dati non dimostrano un rapporto diretto di causa ed effetto. Il risultato deriva infatti dal confronto statistico tra le segnalazioni e il consumo riferito dei prodotti, senza una prova sperimentale che stabilisca l’origine dei disturbi cardiaci.

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«Per molte persone sane che consumano questi prodotti occasionalmente il rischio è probabilmente basso», ha spiegato Samayamanthula. Il ricercatore ha però avvertito che l’assunzione regolare di bevande energetiche o integratori stimolanti può portare facilmente oltre i livelli di caffeina raccomandati.


Caffeina e controlli sui prodotti

Le bevande energetiche e gli integratori non sono sottoposti allo stesso percorso di verifica previsto per i medicinali. Per questo, secondo i cardiologi americani, servirebbero controlli più rigorosi sui prodotti che contengono caffeina e altri stimolanti.

«Sono merci che si trovano in ogni supermercato accanto all’acqua minerale», ha osservato Samayamanthula, sottolineando come la loro presenza sugli scaffali possa far percepire un rischio limitato. Pubblicità, gusto e sensazione di maggiore energia hanno contribuito alla diffusione: negli Stati Uniti le vendite hanno superato i 20 miliardi di dollari, mentre nel mondo hanno raggiunto gli 80 miliardi, più che raddoppiando nell’ultimo decennio.

L’Associazione americana per il cuore indica in 400 milligrammi al giorno il limite di caffeina da non oltrepassare. Un espresso italiano ne contiene mediamente 80 milligrammi; alcune bevande energetiche arrivano all’equivalente di tre espressi e determinati integratori sportivi possono raggiungere quello di dodici. Questi prodotti, negli Stati Uniti come in Italia, non sono comunque classificati e controllati come farmaci.

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