Barcolana, in mare una barca per i 10 anni dei Corridoi Umanitari
L’imbarcazione sarà protagonista dell’edizione dell’11 ottobre, per raccontare un modello di accoglienza che ha portato in Europa oltre 10mila persone.
Una barca porterà alla Barcolana il messaggio dei Corridoi Umanitari, progetto nato dieci anni fa per offrire un ingresso sicuro in Europa a persone in fuga da conflitti e persecuzioni. L’iniziativa è stata presentata alla Lega Navale di Trieste, dove sono stati ricordati i risultati raggiunti dalla Comunità di Sant’Egidio: più di 10mila persone accolte e accompagnate verso un percorso di integrazione.
Una presenza speciale alla Barcolana
L’imbarcazione sarà presente alla grande regata in programma domenica 11 ottobre. La presentazione è stata curata da Roberto Benedetti, alla guida della sezione triestina della Lega Navale, e da Mitja Gialuz, presidente della Società Velica di Barcola e Grignano.
La partecipazione alla manifestazione sportiva servirà a far conoscere una storia che, secondo i promotori, unisce accoglienza, inclusione e contrasto ai trafficanti di esseri umani. Il decennale non sarà quindi celebrato soltanto con un appuntamento istituzionale, ma anche attraverso un simbolo visibile durante uno degli eventi più importanti della città.
L’impegno della Lega Navale
Benedetti ha collegato il progetto alla vocazione sociale della Lega Navale Italiana. «Solidarietà, accoglienza e inclusione fanno sempre parte delle nostre azioni», ha affermato, spiegando che l’associazione intende restare accanto alle persone più vulnerabili e a chi si trova in difficoltà.
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Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il recupero di quattro imbarcazioni confiscate alla criminalità organizzata. In passato erano state utilizzate per il traffico di esseri umani; oggi, dopo essere state rimesse in condizioni operative, vengono impiegate per attività di carattere sociale.
Un modello contro i trafficanti
Gialuz ha descritto i Corridoi Umanitari come uno strumento costruito dieci anni fa dalla Comunità di Sant’Egidio con soluzioni innovative anche sul piano giuridico. L’obiettivo è stato quello di sottrarre le persone alle reti criminali, garantendo loro un viaggio sicuro e condizioni rispettose della dignità umana.
«In Barcolana cerchiamo di raccontare questa storia molto positiva per tutti», ha detto Gialuz. L’appuntamento dell’11 ottobre diventerà così un’occasione per riportare al centro il tema dell’integrazione e il bilancio di un progetto che ha già coinvolto oltre 10mila persone.
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