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Cronaca 2 min di lettura5 ott

Armao e il denaro nell’orologio: il video al centro dell’accusa

Le immagini della polizia mostrerebbero il passaggio di una busta e il successivo occultamento di un involucro nello studio dell’ex vicepresidente siciliano.

Un involucro di carta sarebbe stato tolto dal cappotto e nascosto dentro un orologio a pendolo. È questo uno dei passaggi documentati dalle telecamere della polizia e valorizzati dai procuratori di Palermo nell’inchiesta per corruzione che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao.


Il passaggio della busta resta da chiarire

La sequenza risale al 9 febbraio 2026 e comincia all’esterno, quando Pierluigi Matta avrebbe consegnato ad Armao un soprabito scuro. Secondo la ricostruzione investigativa, l’avvocato aveva con sé anche una busta marrone e verde, uscita dalla filiale bancaria dove avrebbe ritirato il denaro destinato all’ex vicepresidente.

Prima di lasciare il cappotto nell’auto, Armao avrebbe insistito con Matta: «Lasciami il cappotto in macchina … io non ….!!! lasciami il cappotto in macchina ….. me lo lasci in macchina». Il legale avrebbe quindi raggiunto la vettura, sistemando sul sedile posteriore sia il soprabito sia la busta, per poi richiudere lo sportello.


La scena ripresa nello studio

Gli investigatori della Squadra mobile avrebbero osservato Armao controllare le tasche dopo aver indossato il cappotto. Matta, stando agli atti, avrebbe indicato una delle tasche con un gesto della mano; una volta recuperato l’oggetto, Armao gli avrebbe detto: «grazie di tutto».

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Più tardi, nel suo studio, le telecamere avrebbero registrato il momento in cui l’ex vicepresidente estraeva dalle tasche un involucro di carta. Il materiale sarebbe stato poi collocato all’interno di un contenitore cilindrico sistemato dentro un orologio a pendolo, ritenuto dagli inquirenti il nascondiglio del denaro.


Le richieste della procura

Per l’accusa, il filmato contribuirebbe a sostenere l’origine illecita delle somme, che sarebbero state corrisposte come compenso per una consulenza ma, in realtà, versate in cambio di favori. Matta viene indicato dagli investigatori come il collegamento di Armao con le società interessate dall’indagine.

Nei confronti dell’ex vicepresidente e dell’avvocato è stata sollecitata la custodia cautelare in carcere. Per sei imprenditori è stato invece chiesto l’arresto ai domiciliari, mentre per una collaboratrice di una organizzazione non lucrativa attiva nel settore delle cure palliative è stato proposto il divieto di dimora.

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