9.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura20 ore fa

Appalti Napoli-Bari, blitz della Finanza: 20 indagati e regali ai funzionari

L’inchiesta della Procura di Napoli riguarda lavori, pagamenti, rifiuti e forniture lungo le tratte dell’Alta velocità nelle province campane.

Denaro contante nascosto persino in confezioni natalizie, orologi costosi, telefoni, soggiorni e altri vantaggi: sarebbero queste alcune delle utilità scambiate nel presunto intreccio corruttivo emerso nei cantieri della linea ferroviaria Napoli-Bari. L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Napoli coinvolge 20 persone, accusate a vario titolo di diversi reati.


I favori contestati agli indagati

Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, imprenditori e soggetti con incarichi pubblici avrebbero costruito relazioni utili a orientare la gestione delle commesse. Le persone coinvolte, in base alle rispettive responsabilità tecniche, amministrative o operative nei cantieri, avrebbero favorito alcune imprese nell’assegnazione dei lavori e nelle successive attività di esecuzione.

L’ipotesi investigativa comprende anche interventi sulla contabilizzazione delle opere, sulle verifiche e sui pagamenti. La Procura di Napoli parla di un presunto “sistema di rapporti corruttivi” nel quale, in cambio degli aiuti, sarebbero stati riconosciuti compensi economici e benefici di diversa natura. Tra i beni indicati figurano anche vacanze, servizi e altri omaggi.


L’inchiesta sui cantieri campani

L’operazione è stata eseguita dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli sulla base del provvedimento emesso dal giudice partenopeo. Il procedimento è coordinato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri e riguarda le opere ancora in corso per la realizzazione della linea ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Gli accertamenti hanno interessato le tratte situate nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. Le verifiche avrebbero seguito l’intero percorso delle commesse: dall’affidamento iniziale alla realizzazione, dalla registrazione dei lavori ai controlli, fino alla liquidazione delle somme dovute alle aziende.


Contestati anche lavoro e fatture

Nel fascicolo compaiono inoltre le attività legate alla gestione dei materiali prodotti dagli scavi e dei rifiuti presenti nei cantieri. Un altro capitolo riguarda la fornitura di calcestruzzo, inserita nel quadro più ampio degli accertamenti sulla conduzione delle opere infrastrutturali.

Le contestazioni comprendono l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, l’emissione di fatture relative a operazioni inesistenti, diverse ipotesi di corruzione e il favoreggiamento. Le accuse sono formulate nei confronti dei 20 destinatari in relazione ai rispettivi ruoli e alle condotte che la magistratura ritiene di aver individuato.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere