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Cronaca 3 min di lettura1 ott

Andrea, il ricordo oltre la tragedia: «La montagna lo porterà con sé

A Tottea più di mille persone hanno accompagnato l’ultimo saluto al giovane morto nel cantiere del Colosseo, tra dolore, richieste di giustizia e vicinanza alla famiglia.

«Andrea resterà dentro i luoghi che amava, nei racconti degli amici, dei cavalli, nelle giornate di lavoro e nelle abitudini di un paese che continuerà a vivere portandosi dietro la sua assenza». Con queste parole, pronunciate da Angelo Flavio Mucciconi a nome della comunità, Tottea ha cercato di dare un significato alla perdita del giovane operaio.

Il portavoce ha definito il legame con Andrea qualcosa destinato a durare nel tempo, come accade alle passioni vissute in montagna: «Perché in montagna le passioni non passano, diventano radici».


Tottea chiede rispetto nel dolore

Al termine della cerimonia, Mucciconi ha rivolto un appello a chi ha seguito la vicenda, chiedendo che il paese venga lasciato attraversare il lutto senza ulteriori pressioni. Il silenzio invocato non è stato presentato come distanza o disinteresse, ma come una forma di rispetto davanti a una sofferenza difficile da raccontare.

Nel suo intervento, il portavoce ha inoltre ringraziato il sindaco Orlando Persia per avere tutelato la comunità durante i giorni di forte attenzione mediatica. L’invito è stato quello di restare vicini alla famiglia e di accompagnarla con discrezione.


L’ultimo saluto dopo la notte del Colosseo

Andrea Moretti, 22 anni, è morto il 23 settembre dopo essere precipitato mentre lavorava in un cantiere notturno al Colosseo. I funerali si sono svolti a Tottea di Crognaleto, nel Teramano, nell’anfiteatro all’aperto della Grotta di Lourdes.

Alla funzione, celebrata in forma privata anche alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, hanno partecipato oltre mille persone. La cerimonia ha riunito familiari, autorità e cittadini, trasformandosi anche in una riflessione sul valore della vita e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Il vescovo: «Non sia una statistica»

A officiare la messa è stato Gianfranco De Luca, vescovo emerito di Termoli-Larino e originario di Atri, incaricato dal vescovo di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi. Nell’omelia ha chiesto che la morte del ragazzo non venga assorbita dai numeri delle vittime degli incidenti professionali.

«Il lavoro deve dare dignità e vita, mai la morte», ha affermato De Luca, indicando nella richiesta di sicurezza, verità e giustizia un impegno che riguarda tutti. Il presule ha sottolineato che il ricordo di Andrea deve restare nella coscienza collettiva e spingere chi ha responsabilità a proteggere meglio i lavoratori.

Richiamando il dolore di Giobbe, il vescovo ha anche detto che Dio era accanto al giovane in quella notte. Ai presenti ha chiesto di non fermarsi alla commozione, ma di diventare «operai di giustizia», contrastando l’individualismo e sostenendo concretamente la famiglia.


Una comunità unita dalle radici

Mucciconi ha descritto Tottea e Crognaleto come una realtà nella quale i rapporti personali attraversano anche il lavoro: spesso le attività nascono da legami di amicizia o parentela. Per questo, ha spiegato, la scomparsa di Andrea è stata avvertita come una ferita condivisa e non come un dolore limitato ai suoi familiari.

«Andrea era nostro amico, nostro fratello», ha detto il portavoce, ricordando il rapporto profondo tra gli abitanti e la montagna che li accompagna fin dall’infanzia. La comunità, pur segnata dall’assenza, ha scelto di custodire la memoria del ragazzo nei luoghi e nelle consuetudini che facevano parte della sua vita.

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