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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Amanda Knox, il marito rompe il silenzio: «Sono orgoglioso di lei

A Verissimo, l’americana ripercorre il caso Meredith, le polemiche sullo spettacolo Cartwheel e i legami rimasti dopo anni di processi.

Christopher Robinson ha scelto parole molto nette per descrivere la moglie durante l’intervista a Verissimo: «Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei. Giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte». Accanto a lui, in studio, c’erano Amanda Knox e i loro figli Eureka ed Echo.


Le scuse che non hanno chiuso il caso

Nel colloquio con Silvia Toffanin è emerso anche il rimorso legato a Patrick Lumumba, finito inizialmente nell’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher. Knox ha ricordato di avergli chiesto perdono, ma ha riconosciuto che quelle parole non sono bastate a compensare le conseguenze subite dall’uomo, dal carcere alla perdita del suo locale.

La vicenda continua così a intrecciarsi con le responsabilità e le ferite lasciate dalle prime fasi dell’indagine. Amanda ha affrontato il tema senza sottrarsi alle domande, insieme agli altri passaggi più controversi della sua storia personale e giudiziaria.


La difesa dopo le polemiche sul palco

Ad agosto, Knox aveva portato in scena Cartwheel, uno spettacolo di stand-up comedy costruito anche sul racconto del procedimento per la morte di Meredith. L’esibizione aveva provocato la reazione di Francesco Maresca, legale della famiglia della studentessa britannica, che l’aveva giudicata offensiva e irrispettosa nei confronti della memoria della vittima.

Interpellata sul caso, Amanda ha respinto l’idea di aver trasformato l’omicidio in materia di intrattenimento: «Non faccio ironia su un omicidio». Ha aggiunto che la sofferenza dei familiari è comprensibile, ma ritiene che la loro indignazione sia indirizzata verso la persona sbagliata.

Knox ha inoltre negato che il suo messaggio possa essere letto come una giustificazione della violenza contro le donne. Nella sua ricostruzione, parlare della propria esperienza significa mantenere viva anche quella di Meredith, mentre considera grave che il nome di Rudy Guede, riconosciuto responsabile dell’omicidio, sia spesso dimenticato.

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Un legame rimasto con Sollecito

Durante l’intervista si è parlato anche di Raffaele Sollecito, che fu imputato insieme a Knox e venne poi definitivamente assolto. L’americana ha spiegato che tra i due esiste ancora affetto e ha raccontato un episodio vissuto durante un suo ritorno in Italia.

A Gubbio, dove avrebbero dovuto recarsi molti anni prima, Sollecito avrebbe spinto il passeggino della figlia di Amanda. Quando un artista di strada gli domandò se la bambina fosse sua, lui rispose di no: quella scena ha spinto Knox a immaginare quanto diverse avrebbero potuto essere le loro vite.


Il ritorno televisivo della vicenda

Knox, oggi 39enne, è stata condannata e poi assolta per l’assassinio di Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2007. A quasi vent’anni dai fatti, il caso è tornato al centro dell’attenzione attraverso il racconto della diretta interessata e della sua famiglia.

L’intervista è stata programmata su Canale 5 per domenica 27 settembre alle ore 16.30. Per la prima volta, Amanda ha partecipato alla trasmissione insieme al marito Christopher e ai figli, aggiungendo alla ricostruzione del passato anche uno sguardo sulla sua vita attuale.

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