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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Aiutano una madre col passeggino, poi la assalgono: due arresti a Milano

La donna è stata aggredita nella stazione Palestro dopo essere stata accompagnata dai due giovani sulle scale; il figlio di due anni ha riportato un trauma cranico.

Un gesto presentato come aiuto si sarebbe trasformato in un agguato. Una madre è stata prima accompagnata da due giovani lungo le scale della stazione Palestro, a Milano, mentre spingeva il passeggino con il figlio di due anni, poi è stata colpita alle spalle e derubata. Nella caduta, anche il bambino è finito a terra e ha dovuto essere portato in ospedale: per lui la prognosi è stata di due giorni per un trauma cranico.


La fiducia usata per preparare l’agguato

L’episodio è avvenuto martedì 5 maggio. La donna era appena scesa dalla metropolitana e stava cercando di sollevare il passeggino sulle scale quando i due ventenni si sono avvicinati, proponendosi di portare loro la carrozzina fino al piano superiore.

Dopo aver raggiunto la sommità, i giovani hanno oltrepassato i tornelli e si sono allontanati. La madre, rimasta nel mezzanino, li ha poi incrociati mentre procedeva nella direzione opposta. In quel momento sarebbe scattata l’aggressione, in una zona del sottopassaggio non coperta dagli impianti di videosorveglianza.

«Li riconosco senza ombra di dubbio», ha riferito la vittima agli investigatori, ricostruendo i passaggi della rapina. La donna ha spiegato di aver avuto, già dopo il primo incontro, l’impressione che l’aiuto ricevuto fosse servito soprattutto a conquistare la sua fiducia.


Orecchino e ciondolo il bottino

Secondo la ricostruzione, la madre ha provato a difendersi ma è stata spinta a terra. Uno dei due, Zeyad Makram Mahmoud Mostafa, le avrebbe strappato un orecchino d’oro; l’altro, Mahmoud Moustafa Hussein Salim, avrebbe tentato di portarle via la collana.

La catena è rimasta impigliata nella maglia della donna. Il rapinatore è riuscito comunque a prendere il ciondolo a forma di cuore, prima che entrambi fuggissero. I soccorritori hanno accompagnato madre e figlio al pronto soccorso; dopo le cure, la donna ha presentato denuncia alla polizia.

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In carcere dopo il riconoscimento

Nei giorni successivi gli investigatori hanno individuato i due giovani tra la stazione Gioia e viale Zara. Alle verifiche condotte dalla polizia, con il coordinamento della Procura, si è aggiunto il riconoscimento effettuato dalla vittima, ritenuto decisivo per l’identificazione.

Il giudice ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere con un’ordinanza per rapina aggravata. I due arrestati, entrambi egiziani e ventenni, avrebbero già avuto precedenti penali.


I precedenti pesano sulla decisione

Mostafa risulta già noto per episodi di spaccio e per una precedente rapina. Salim, invece, era stato condannato all’inizio del 2025 dalla Corte d’Appello di Milano a due anni e quattro mesi di reclusione, oltre a 600 euro di multa, per rapina, lesioni personali e porto abusivo di armi.

Per il giudice, il quadro fa emergere il rischio che condotte simili possano ripetersi. Nell’ordinanza vengono richiamati un «consolidato modus operandi» e una «spavalda spregiudicatezza»; secondo la valutazione riportata nel provvedimento, neppure la presenza di un bambino nel passeggino avrebbe fermato i due giovani.

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