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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

A.I. Like, Paolo Troilo porta l’errore dell’IA nella scultura

La mano a sei dita diventa una scultura di tre metri, con nove esemplari destinati a un’asta benefica

Paolo Troilo ha presentato ad Intersections 2026 A.I. Like, un progetto scultoreo dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, creatività e pensiero critico.

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L’opera arriva a Milano

Conclusa la manifestazione, la scultura sarà collocata in uno spazio pubblico milanese. L’installazione continuerà così a proporre ai cittadini una riflessione sul peso assunto dall’intelligenza artificiale nella società.

Il progetto comprende anche nove opere più piccole, ciascuna di 30x30 centimetri. Insieme al modello originale in argilla, saranno messe all’asta per raccogliere fondi a scopo benefico.


La mano con sei dita

Il soggetto scelto da Troilo è una mano con sei dita, una delle imperfezioni ricorrenti nelle immagini create dai sistemi di intelligenza artificiale. L’artista ha trasformato quell’errore visivo in un elemento riconoscibile e nella rappresentazione concreta della tecnologia.

La scultura misura circa 3 metri per 2. È stata ottenuta ingrandendo un modello in argilla di circa 20×20 centimetri, realizzato manualmente da Troilo, e stampandolo in 3D con il supporto della veneziana 3DShapeFarm.

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Dalla pubblicità alla ricerca artistica

L’opera è composta da decine di parti prodotte separatamente. Dopo l’assemblaggio, ogni componente è stato stuccato, rifinito e dipinto a mano dall’artista.

Troilo, conosciuto anche per una pittura eseguita esclusivamente con le dita, non ha impiegato l’intelligenza artificiale per creare il lavoro. Ha scelto invece di farne il tema centrale della propria indagine, proseguendo una ricerca avviata con la mostra The Breach a Palazzo Reale di Milano.


Il manifesto e il percorso di Troilo

A.I. Like sarà accompagnata dal “mA.nI.fest”, un testo costruito con parole e onomatopee contemporanee, ma legato per impostazione al linguaggio del Manifesto del Futurismo di Marinetti. Il progetto comprenderà inoltre un testo curatoriale firmato da Luca Cantore d’Amore.

Prima di dedicarsi pienamente alla ricerca artistica, Troilo ha lavorato per dodici anni nella pubblicità come direttore creativo in agenzie internazionali. In questa nuova opera l’intelligenza artificiale diventa un’immagine immediata, pensata per interrogare il modo in cui la tecnologia influenza la percezione e la costruzione dei significati.

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