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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Aggressioni a Roma, la minicar nera svela i due minorenni: ora tocca ai Minori

Dopo l’individuazione e le ammissioni dei ragazzi, gli atti passano alla procura minorile mentre Davide Iacopini resta ricoverato in terapia intensiva.

Il passaggio decisivo dell’inchiesta è atteso oggi: il fascicolo sulle aggressioni avvenute tra Monteverde e Testaccio sarà trasferito dalla procura di Roma a quella per i Minorenni. Al centro dell’indagine ci sono due ragazzi di 16 e 17 anni, denunciati a piede libero, e sei persone aggredite, tra cui l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva al San Camillo.

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Ora entrano in gioco i magistrati minorili

Una volta ricevuti gli atti, la procura minorile dovrà aprire formalmente il procedimento e valutare i successivi passi. Tra le possibilità ci sono l’audizione dei due giovani, l’adozione di eventuali misure cautelari oppure la richiesta di nuovi approfondimenti investigativi.

I ragazzi, che avrebbero ammesso le proprie responsabilità, sono accusati di tentato omicidio e lesioni. Il più grande è figlio di un carabiniere. Le indagini sono state condotte dai militari dell’Arma insieme alla polizia locale, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e del pubblico ministero Ambrogio Cassiani.


Gli indizi che hanno portato ai ragazzi

A indirizzare gli investigatori verso la minicar è stata la segnalazione di un meccanico. L’uomo aveva effettuato alcuni interventi su una vettura nera: l’installazione di luci a led, di un’illuminazione rossa sulla targa e di adesivi, tra cui uno raffigurante un serpente. Dettagli compatibili con il mezzo cercato dopo le aggressioni della notte tra il 4 e il 5 ottobre.

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Gli spostamenti dei due sono stati poi ricostruiti attraverso un’applicazione presente sul telefono di uno di loro, capace di localizzare a distanza i dispositivi. Il ragazzo che guidava la minicar abita a Monteverde, mentre l’amico che viaggiava con lui risiede a Testaccio.


La notte del compleanno

Un ulteriore elemento emerso dagli accertamenti riguarda il compleanno di uno dei minorenni, celebrato proprio tra il 4 e il 5 ottobre, quando si verificarono le aggressioni. Ai loro comportamenti avrebbero fatto riferimento anche le parole attribuite ai due giovani: «Quella notte ci siamo divertiti così».

Il quadro investigativo resta ora nelle mani della procura per i Minorenni, che dovrà esaminare il materiale raccolto e stabilire se convocare i ragazzi o adottare provvedimenti nei loro confronti.

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