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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

A Torino docente colpito durante interrogazione: naso fratturato

Lo studente minorenne lo avrebbe colpito con un pugno e una sedia: l’insegnante ha ricevuto 30 giorni di prognosi

Un docente di 52 anni è stato aggredito mercoledì mattina in una scuola di Torino durante un’interrogazione. Bruno Vadalà, insegnante dell’istituto Carlo Grassi, ha riportato la frattura del naso ed è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni.

Il professore ha detto di non sentirsi particolarmente scosso, ma di essere dispiaciuto per quanto accaduto e soprattutto preoccupato per il ragazzo. «Più che le scuse a me dispiace per l’accaduto», ha spiegato, auspicando che la famiglia riesca a capire come aiutare lo studente.

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L’aggressione in aula

L’episodio si è verificato durante la seconda ora, mentre il docente stava valutando una prova sul calibro ventesimale. Il minorenne sedeva accanto a lui e Vadalà, secondo il suo racconto, stava cercando di sostenerlo durante l’interrogazione, ritenendo che conoscesse almeno parte degli argomenti.

Mentre rifletteva sul voto da assegnare, l’insegnante è stato colpito al volto. Il ragazzo avrebbe sferrato un pugno con le mani unite, facendo cadere a terra il professore. Subito dopo, sempre secondo la ricostruzione del docente, lo studente gli avrebbe lanciato una sedia contro la testa.

Un collega è intervenuto per fermare l’aggressione e allontanare il ragazzo. I compagni presenti hanno assistito alla scena; alcuni di loro hanno poi aiutato l’insegnante, portandogli dei fazzoletti per tamponare il sangue.

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Le condizioni del professore

Vadalà è stato soccorso e accompagnato all’ospedale Giovanni Bosco. Soltanto dopo gli accertamenti ha saputo che il colpo gli aveva provocato una frattura al naso, con trenta giorni di prognosi.

Il docente ha raccontato di non aver visto arrivare il pugno perché in quel momento stava scrivendo. «Non c’è una causa scatenante», ha affermato, chiedendosi quale spiegazione possa avere una violenza subita senza, a suo dire, aver provocato il ragazzo.

L’insegnante ha aggiunto di avere rapporti generalmente positivi con gli studenti, anche con quelli che non appartengono alla sua classe. Non ha parlato di possibili scuse da parte dei genitori come priorità: ha invece chiesto che venga compreso cosa abbia portato il minorenne a reagire in quel modo e che si intervenga per aiutarlo a capire la gravità del gesto.

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