Ricorsi ammessi a Torino, si riapre il caso delle violenze
La Corte d’appello esaminerà le contestazioni di procura e parte civile; la prossima udienza prevede l’ascolto di testimoni.
La Corte d’appello di Torino ha ammesso i ricorsi contro la sentenza che aveva condannato un uomo per le lesioni inflitte all’ex moglie e alla suocera. Il procedimento torna così davanti ai giudici di secondo grado.
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Le lesioni e l’accusa esclusa
La vicenda risale al 2022. Durante un litigio, l’uomo colpì la moglie al volto con un pugno e poi la colpì con calci, causandole ferite guaribili in più di quaranta giorni e una riduzione permanente della vista.
Il tribunale aveva invece escluso il reato di maltrattamenti, ritenendo non provata la continuità delle condotte necessaria per configurarlo. Nelle motivazioni aveva considerato comprensibili, sul piano umano, i contrasti sorti dopo sedici anni di matrimonio, quando la donna comunicò via WhatsApp la decisione di separarsi per motivi personali e non per gravi mancanze del marito.
Il nuovo esame della sentenza
In primo grado l’uomo aveva ricevuto una pena di un anno e sei mesi di reclusione per le lesioni. Il collegio gli aveva riconosciuto le attenuanti generiche, giudicate equivalenti alle aggravanti, e la sentenza aveva suscitato critiche per i passaggi ritenuti comprensivi verso il comportamento dell’imputato.
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La procura e la parte civile hanno impugnato la decisione. La difesa aveva chiesto di respingere le due impugnazioni, sostenendo che fossero prive della necessaria specificità e basate soprattutto su giudizi critici verso il tribunale, definito «moraleggiante, patriarcale e tutta un’altra serie di brutte cose» estranee, secondo il legale, agli elementi emersi durante il processo.
I giudici d’appello hanno però ritenuto ammissibili i ricorsi, che puntano a verificare possibili lacune nell’esame delle prove. Nel corso della prossima udienza saranno ascoltati alcuni testimoni.
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