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Cronaca 1 min di lettura59 min fa

81 giorni dietro le sbarre per l’uomo sbagliato: ora chiede 28mila euro

La Corte d’Appello di Perugia valuterà la richiesta avanzata dal difensore del cittadino nigeriano, coinvolto per errore in un’inchiesta sulla droga e poi assolto

La richiesta di indennizzo nasce da una lunga vicenda giudiziaria segnata da un errore di identità. Un cittadino nigeriano, arrestato tra Grecia e Italia e rimasto detenuto per 81 giorni, ha domandato circa 28mila euro per ingiusta detenzione, oltre al rimborso delle spese legali. Dopo l’udienza, la Corte d’Appello di Perugia ha rinviato la decisione, riservandosi di esaminare gli atti.


Un arresto nato da un’identità confusa

L’uomo era finito nell’inchiesta perugina “Black passenger”, incentrata su una presunta rete attiva nell’arrivo di stupefacenti dall’Africa. A determinarne il coinvolgimento sarebbe stata l’omonimia con un’altra persona realmente collegata all’indagine.

Nel 2010, nei suoi confronti era stata disposta la custodia cautelare e, in seguito, era stato considerato latitante. L’arresto è avvenuto in Grecia nell’aprile 2013, sulla base di un provvedimento europeo di cattura. Dopo circa venti giorni trascorsi in un penitenziario greco, è stato consegnato alle autorità italiane; la detenzione complessiva si è conclusa nel luglio 2013.

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Dalla condanna all’assoluzione

Il procedimento, durato quasi 18 anni, aveva portato anche a una condanna a 21 anni di reclusione. Soltanto nel 2025 il Tribunale di Perugia ha stabilito che l’imputato non era la persona coinvolta nei fatti contestati e lo ha assolto dall’accusa legata al commercio internazionale di droga.

In udienza, l’avvocato Luca Sebastiani, legale del foro di Bologna, ha definito il caso «una vicenda incredibile, a tratti sconcertante». La difesa sostiene che la detenzione sia stata la conseguenza diretta dello scambio di persona e, per questo, ha presentato alla Corte d’Appello di Perugia l’istanza per ottenere il risarcimento. Ora spetta ai giudici stabilire se esistano i presupposti per accogliere la domanda.

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