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Cronaca 2 min di lettura5 ott

3.720 compresse e una perquisizione: medico sotto accusa ad Aosta

Un neurochirurgo dell’ospedale Parini è indagato per presunte prescrizioni irregolari di Fentanyl e Lyrica destinate a sé e ai genitori.

L’azienda sanitaria valdostana conferma la collaborazione con gli investigatori e con la magistratura, senza entrare nel merito dell’inchiesta che coinvolge un neurochirurgo di 53 anni dell’ospedale Parini di Aosta. Il procedimento è ancora nelle prime fasi e il medico è accusato di prescrizione abusiva di sostanze stupefacenti.


L’azienda conferma i controlli

Mauro Occhi, direttore generale facente funzioni dell’azienda sanitaria valdostana, ha scelto la cautela: «In questa fase di indagini - come azienda preferiamo non commentare. Ma possiamo dire che non solo abbiamo piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, ma sono mesi che collaboriamo in stretto contatto con loro».

L’ente spiega inoltre di disporre da tempo di procedure di verifica rivolte al personale sanitario e amministrativo. I controlli, affidati periodicamente ai medici competenti, vengono svolti a rotazione sui dipendenti. Nel frattempo, l’azienda dovrà esaminare la situazione e decidere se adottare provvedimenti disciplinari o cautelari: tra le ipotesi c’è anche la sospensione immediata.


Prescrizioni, il dato che ha fatto scattare l’indagine

L’attenzione degli investigatori si è concentrata sui quantitativi indicati nelle ricette emesse tra il primo gennaio 2024 e il 31 maggio di quest’anno. In quel periodo risultano prescritte 3.720 compresse di Fentanyl, o di medicinali contenenti lo stesso principio attivo, mentre 1.668 compresse di Lyrica sarebbero state prescritte direttamente al medico.

Il Lyrica appartiene alla classe dei gabapentinoidi ed è utilizzato per il dolore neuropatico, l’epilessia e il disturbo d’ansia generalizzata. Secondo gli elementi finora raccolti, le ricette del Fentanyl intestate ai familiari riguarderebbero i genitori del professionista; quelle relative all’altro farmaco sarebbero invece state emesse per lui stesso.

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Perquisiti studio e abitazione

Gli agenti della squadra mobile di Aosta, insieme alla polizia scientifica, hanno raggiunto l’ospedale poco dopo le 9.30. Nel reparto sono stati acquisiti documenti e ricettari, compresi quelli utilizzati per le prescrizioni a favore del medico. Successivamente l’attività investigativa si è spostata nella sua abitazione.

Durante la perquisizione domiciliare sono stati sequestrati un computer e altra documentazione. Gli investigatori hanno anche verificato se il professionista conservasse ancora i medicinali. Le indagini, coordinate dalla procura, dovranno stabilire se le compresse fossero destinate esclusivamente all’uso personale oppure se, dopo l’acquisto in farmacia, potessero essere state cedute o rivendute ad altre persone.


Accertamenti ancora in corso

Dai primi riscontri, l’ipotesi ritenuta più probabile dagli inquirenti è quella dell’utilizzo personale dei farmaci. Si tratta tuttavia di una valutazione provvisoria, che dovrà essere verificata attraverso l’analisi dei documenti sequestrati, dei dispositivi informatici e delle altre evidenze raccolte.

La procura mantiene il massimo riserbo sull’inchiesta. Anche l’eventuale sospensione del medico dipenderà dalle valutazioni dell’azienda sanitaria e dagli sviluppi degli accertamenti giudiziari.

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