15 scuole contro la disinformazione: la sfida di Behind Your Screen
Saranno circa 15 gli istituti scolastici coinvolti in diverse regioni italiane nella sperimentazione di Behind Your Screen, progetto dedicato all’educazione civica digitale.
Saranno circa 15 gli istituti scolastici coinvolti in diverse regioni italiane nella sperimentazione di Behind Your Screen, progetto dedicato all’educazione civica digitale. L’iniziativa punta a fornire agli studenti strumenti utili per riconoscere la disinformazione e sviluppare un rapporto più consapevole con internet.
Una rete di scuole per 3500 studenti
Il percorso didattico interesserà più di 3.500 ragazze e ragazzi. La prima fase servirà a verificarne l’applicazione nelle scuole aderenti, con la possibilità di estendere il progetto in un secondo momento a un numero maggiore di istituti.
La presentazione si è svolta all’Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma. L’obiettivo indicato è accompagnare gli studenti nella costruzione di una cittadinanza digitale critica, capace di affrontare i contenuti online con maggiore attenzione e spirito di valutazione.
Il legame con la protezione online
Claudio Casini, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha spiegato che l’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse a livello europeo. “Siamo qui perché supportiamo questo progetto che è in linea con le nostre iniziative della Commissione europea”, ha detto durante l’incontro.
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Casini ha inoltre richiamato una proposta recentemente presentata dalla Commissione europea per proteggere i minori dai rischi legati alle reti sociali e a internet. Secondo il rappresentante, tutelare i giovani dalle attività potenzialmente dannose sul web è una priorità, perché riguarda direttamente la protezione delle nuove generazioni.
Una sperimentazione destinata a crescere
Nel corso della presentazione, Casini ha sottolineato che Behind Your Screen potrà essere testato nell’attuale fase nelle scuole distribuite sul territorio nazionale. Il modulo, una volta valutata la sperimentazione, potrebbe quindi essere ampliato in futuro.
“È un’iniziativa, un modulo didattico, che si può sperimentare in questo periodo e poi magari in futuro può essere allargato”, ha osservato Casini. La prospettiva indicata è dunque quella di partire da un gruppo circoscritto di istituti per valutare successivamente una diffusione più ampia.
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