Paolo Di Canio: Conte può organizzare il Manchester United
L’ex attaccante giudica disordinato il club inglese e analizza anche Serie A e convocazioni della Nazionale
Paolo Di Canio ha indicato Antonio Conte come un possibile allenatore capace di dare ordine al Manchester United. L’ex attaccante italiano ha parlato anche del confronto tra calcio inglese e Serie A, del rendimento di Varela e delle scelte di Roberto Mancini in Nazionale.
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Il giudizio sul Manchester United
In un’intervista a La Repubblica, Di Canio ha detto che Conte potrebbe intervenire sull’organizzazione del club, che a suo giudizio procede senza una linea chiara. «Antonio darebbe un’organizzazione a una società che fa solo cose estemporanee. Ma resta un’armata Brancaleone», ha spiegato riferendosi al Manchester United.
L’ex giocatore di Celtic, Sheffield Wednesday, West Ham e Charlton ha poi citato il successo contro la Roma per evidenziare la differenza tra Premier League e Serie A. Secondo la sua analisi, la squadra inglese ha sfruttato l’intensità e lo spirito agonistico per imporsi sulla formazione allenata da Gasperini, mentre quei ritmi in Italia risultano particolarmente pesanti da sostenere.
Varela e le scelte italiane
Di Canio ha commentato anche l’esplosione di Varela, capocannoniere della Serie A dopo il trasferimento dal Monza per 2 milioni di euro. A suo parere, il caso riflette la combinazione tra minori disponibilità economiche e una carenza di idee nelle società italiane. Ha però invitato a non trasformare il rendimento del giocatore in una valutazione definitiva: «Parlo di pochismo: quando abbiamo poco, quello che risalta ci sembra fenomenale».
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Sulle convocazioni di Mancini, l’ex allenatore di Swindon Town e Sunderland ha ricordato che il commissario tecnico tende a dare spazio ai giovani anche quando hanno ancora pochi minuti in Serie A. Tra gli esempi ha citato Cassano, oltre a Zaniolo e Pafundi, spiegando che le partite vengono utilizzate come una sorta di laboratorio.
Il rapporto con la Nazionale
Di Canio ha osservato che molti giocatori di alto livello oggi sembrano vivere la Nazionale con maggiore partecipazione soprattutto in occasione degli appuntamenti decisivi. Ha contrapposto questa situazione ai propri ricordi con l’Under 21, quando attendeva con entusiasmo il raduno di Coverciano e portava a casa la tuta dell’Italia.
Per l’ex attaccante, quel senso di appartenenza deve essere ricostruito. Il tema si lega anche alla gestione dei giovani, che Mancini sta inserendo nel gruppo nazionale pur senza un impiego continuo nei rispettivi club.
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