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Calcio 3 min di lettura1 ora fa

Il sindaco Rapinese vuole un nuovo stadio per il Como

Il sindaco celebra il 9-1 al Lens e racconta il percorso progettuale tra Comune, società e autorità competenti.

Alessandro Rapinese ha confermato il sostegno del Comune al nuovo stadio del Como, dopo il 9-1 ottenuto dalla squadra sul campo del Lens in Champions League. Il sindaco ha parlato anche dell’entusiasmo cittadino e del percorso seguito dalla società.

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Il progetto per il nuovo impianto

Il presidente Mirwan Suwarso aveva annunciato nei giorni scorsi la preparazione di una nuova proposta. Prima di arrivare all’esame del Consiglio comunale, il Como dovrà ripresentare il progetto insieme a un piano economico-finanziario.

Rapinese ha spiegato che Palazzo Cernezzi si affiderà a strutture esterne specializzate per valutare la sostenibilità dell’operazione. Dopo i pareri della Soprintendenza e degli altri enti coinvolti, l’amministrazione intende portare avanti l’iter senza rallentamenti e dare il proprio assenso all’impianto.

Secondo il sindaco, i tempi potrebbero essere contenuti. Ha ricordato che a Como una curva è stata rifatta in 89 giorni e ha definito le tempistiche attese per lo stadio «ancora più impressionanti dei nove gol di ieri sera». L’obiettivo è consentire al club di giocare in una struttura adeguata alla sua presenza nelle competizioni europee, pur senza rinnegare il valore dell’attuale Sinigaglia.


La serata da nove gol

Il primo cittadino ha raccontato di aver seguito la partita dal cellulare e di aver reagito con particolare trasporto alle reti del Como. «Ieri sera purtroppo ho dovuto guardare la partita sul cellulare. Devo dire che quel povero telefono è volato a destra e a sinistra», ha detto a Sky Sport, aggiungendo che in un momento della gara lo aveva lanciato a sette metri.

Rapinese ha definito il successo una serata incredibile e ha collegato la prestazione al percorso costruito da Cesc Fabregas. A suo giudizio, il valore principale della squadra non sta soltanto nei risultati, ma nella continuità di un’idea di calcio portata avanti fin dalla Serie B.

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Il sindaco ha ricordato che all’inizio alcuni tifosi criticavano il ricorso frequente al portiere e che gli errori potevano costare gol. Nonostante questo, ha detto di aver preferito vedere il Como seguire quella strada piuttosto che assistere a una squadra chiusa davanti alla propria porta.


Fabregas e il sostegno dei tifosi

Rapinese e Fabregas si sono scambiati un messaggio dopo una conferenza dell’allenatore, nella quale il tecnico aveva invitato tutti a procedere «un passo alla volta». Il sindaco gli aveva risposto con un incoraggiamento, osservando poi che contro il Lens i passi erano diventati nove.

Il primo cittadino ha descritto società e allenatore come coerenti con il programma impostato. Ha inoltre ricordato la promessa di investire sui calciatori italiani: nella formazione schierata in Francia, secondo quanto riferito, un terzo dei giocatori era italiano e due di loro sono andati a segno.

L’entusiasmo, ha aggiunto, non dipende soltanto dalle vittorie. Durante una donazione di sangue effettuata in mattinata, un’infermiera gli ha applicato un cerotto con il simbolo del Como. Per Rapinese, quell’episodio rappresenta il coinvolgimento di una città intera, maturato insieme alla crescita della squadra.

Sulla possibilità di nominare Fabregas cittadino onorario, il sindaco ha invitato alla prudenza e ha detto che ciascuno deve rispettare il proprio ruolo. Ha comunque riconosciuto alla società la capacità di sviluppare un progetto già delineato e all’amministrazione comunale il merito di avere mantenuto una direzione chiara sul nuovo stadio.

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