Farioli e Allegri, due idee diverse in panchina
De Laurentiis aveva valutato a lungo il tecnico italiano, poi aveva scelto l’ex allenatore della Juventus
Il Porto ha battuto 4-1 il Napoli al Do Dragão, regalando a Francesco Farioli il primo successo in questa Champions League. Per Massimiliano Allegri è arrivata invece la settima sconfitta stagionale in 14 partite.
GioiaPura
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La lezione di Farioli
Il risultato non basta da solo a definire il valore dei due allenatori, ma mette in evidenza approcci differenti. Allegri ha sempre insistito sull’importanza dell’esperienza, della qualità individuale e della gestione dei momenti; Farioli ha costruito la vittoria attraverso preparazione, organizzazione e correzioni durante la gara.
Il Napoli era privo di diversi titolari per gli infortuni, un fattore che ha inciso sull’incontro. Il tecnico del Porto, però, ha sfruttato le difficoltà degli avversari con grande attenzione ai particolari e ha interrotto una serie europea iniziata con tre sconfitte consecutive.
Un percorso già ricco
A 37 anni, Farioli ha già allenato in Turchia, Francia e Olanda. Con l’Ajax ha mancato il titolo nazionale in modo sorprendente, ma ha reagito conquistando il campionato portoghese alla guida del Porto. In questa stagione, inoltre, la sua squadra aveva iniziato la Liga Portugal con dieci vittorie nelle prime dieci giornate.
Il suo percorso si è sviluppato lontano dalla Serie A, mentre in Italia i club più importanti continuano spesso a scegliere tecnici già conosciuti e appartenenti alla stessa generazione. L’esperienza resta un elemento utile, ma non può essere l’unico criterio per valutare un allenatore: i risultati ottenuti all’estero hanno già dato a Farioli un profilo superiore a quello di molti colleghi considerati più affidabili per il solo passato nel campionato italiano.
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La scelta del Napoli
Aurelio De Laurentiis aveva seguito Farioli per anni e ne conosceva il lavoro. Quando il Napoli ha cercato il successore di Antonio Conte, tuttavia, il presidente ha preferito Allegri, davanti anche a Vincenzo Italiano.
Alla vigilia della partita, Farioli aveva ricordato con ironia l’interesse del club partenopeo, ormai superato dal tempo. Il successo ottenuto mercoledì sera gli ha dato una risposta concreta sul campo, proprio contro la squadra che avrebbe potuto allenare.
Allegri conserva sei scudetti e due finali di Champions League nel proprio palmarès, risultati che una sconfitta non può cancellare. Il rendimento passato, però, non garantisce automaticamente quello presente: la vittoria del Porto ha mostrato che un tecnico può arrivare ai risultati anche senza vent’anni di panchine in Serie A.
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