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Calcio 3 min di letturaAggiornato 1 min fa

Allegri sotto accusa, il Napoli interroga anche Manna

Dopo la sconfitta di Oporto, l’allenatore è criticato, ma il direttore sportivo viene indicato tra i responsabili della crisi

Aggiornamento delle 13:21

Massimiliano Allegri non intende dimettersi e punta ad arrivare alla sosta dopo la sfida con la Lazio, quando potrebbe recuperare alcuni giocatori. Al momento la società non ha dato segnali concreti di un cambio in panchina.

Aggiornamento delle 13:09

Il Napoli arriva alla sfida con la Lazio dopo sette sconfitte in 14 partite e appena 14 punti in campionato, a nove lunghezze dal quarto posto. I bookmaker indicano Stefano Pioli come principale candidato alla successione di Allegri, davanti a Vincenzo Montella e Sergio Conceiçao. Tra le ipotesi compare anche un possibile ritorno di Antonio Conte, quotato a 10.

Il Napoli è crollato nell’ultima mezz’ora della gara di Oporto e Massimiliano Allegri è finito al centro delle critiche. La discussione, però, riguarda anche il direttore sportivo Giovanni Manna e le scelte societarie che hanno portato alla costruzione della rosa.

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Le responsabilità oltre la panchina

Secondo l’analisi, non è sufficiente attribuire all’allenatore ogni problema della squadra. Allegri viene ritenuto responsabile per non aver valutato correttamente il calo psicofisico di diversi giocatori e per aver considerato superiore alle reali possibilità una rosa che, dopo i successi ottenuti con Antonio Conte, non sarebbe stata rinnovata a sufficienza.

Nel mirino finiscono anche gli investimenti sul mercato. Gli acquisti di Lucca, Lang e Beukema avrebbero richiesto circa 100 milioni di euro, ma i primi due sono stati successivamente allontanati o messi da parte. Da qui nasce la domanda sul peso effettivo di Conte nelle scelte e sul margine lasciato a Manna nella campagna acquisti.

La stessa questione viene posta per la gestione dello spogliatoio. La discussione pubblica tra Lucca e De Bruyne e il richiamo rivolto da Politano ai compagni stranieri sono episodi che, secondo questa lettura, non possono ricadere soltanto sull’allenatore. In altre società, il direttore sportivo sarebbe chiamato a intervenire direttamente.


Il crollo nella ripresa

A Oporto il Napoli aveva retto il confronto per circa un’ora, mostrando un gioco ordinato e riuscendo a contenere gli avversari. Il gol incassato su calcio d’angolo, con Vergara incaricato di seguire il giocatore avversario più alto, ha evidenziato una disattenzione difensiva, ma non spiega da sola quanto accaduto dopo.

Nell’ultima parte della gara la squadra ha perso equilibrio e ha dato la sensazione di poter subire da un momento all’altro. Anche il gol nato da un rinvio lungo di Meret non viene considerato una spiegazione sufficiente: il problema, secondo l’analisi, era il cambiamento dell’atteggiamento complessivo della formazione.

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Le critiche ad Allegri riguardano quindi la preparazione e la capacità di trovare correttivi sui calci piazzati, nella fase difensiva e nella costruzione delle occasioni offensive. Tuttavia, l’idea che l’allenatore abbia dimenticato come lavorare non viene ritenuta convincente: il punto sarebbe piuttosto la valutazione sbagliata delle condizioni della squadra.


De Laurentiis deve decidere

Il quadro comprende anche una rosa che avrebbe perso valore dopo esborsi rilevanti per operazioni rivelatesi deludenti. L’eventuale mancata qualificazione alla prossima Champions League renderebbe più difficile programmare il futuro del club, già alle prese con gli infortuni e con errori di mercato accumulati negli anni precedenti.

Per questo viene chiesto ad Aurelio De Laurentiis di riprendere un ruolo diretto nella gestione. Il presidente era stato invitato a farsi da parte, ma la situazione sul campo e i comportamenti interni vengono descritti come difficili da controllare senza un suo intervento. Restano, allo stesso tempo, i risultati ottenuti sotto la sua guida, soprattutto negli ultimi cinque anni.

L’esonero di Allegri appare la soluzione più immediata, anche perché sostituire una decina di giocatori, il direttore sportivo e l’amministratore delegato durante la stagione sarebbe impraticabile. La linea indicata è chiedere a tutti di assumersi le proprie responsabilità e rinviare alla prossima estate le decisioni più profonde, mantenendo prudenza davanti a una crisi che potrebbe ancora aggravarsi.

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