Allenamenti invisibili, la gestione di Spalletti alla Juventus
Il metodo riduce il lavoro fisico senza interrompere la preparazione mentale alle partite ravvicinate
Luciano Spalletti ha introdotto alla Juventus gli allenamenti invisibili per gestire il calendario fitto e il recupero dei giocatori.
Gennaro Gattuso ha descritto una gestione simile alla Lazio, oggi capolista in Serie A. «Il recupero è fondamentale quanto l’allenamento», ha spiegato, avvertendo che un carico eccessivo può produrre conseguenze negative.
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Il recupero secondo Gattuso
Per Gattuso, lasciare spazio al riposo fisico non significa allontanare l’atleta dall’obiettivo successivo. Il corpo può beneficiare di una pausa, mentre la concentrazione deve rimanere rivolta alla gara da preparare.
La stessa impostazione viene utilizzata, con modalità diverse, in numerose discipline. Atletica leggera e ciclismo hanno da tempo sviluppato pratiche nelle quali il recupero diventa parte integrante della preparazione, senza coincidere con una sospensione completa dell’attività mentale.
La gestione scelta da Spalletti
Alla Continassa il principio è stato applicato già dalla scorsa stagione. Quando gli impegni sono tre nell’arco di otto giorni, il programma non può ricalcare quello previsto per una sola partita settimanale: carichi, pause e attenzione devono essere calibrati sulla frequenza degli incontri.
Spalletti ha sintetizzato la propria idea parlando della necessità di distribuire ogni componente con la stessa intensità: «Gioco tanto, mi riposo tanto, mi alleno tanto. Tutto tanto, non un pochino di questo o dell’altro». Nei giorni successivi a una gara, quindi, ai calciatori viene concesso di non raggiungere il centro sportivo, ma non di interrompere mentalmente il lavoro.
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Preparare la gara anche a distanza
L’allenatore bianconero ritiene che il riposo debba servire a recuperare energie dopo una partita, senza trasformarsi in una completa disconnessione dall’appuntamento successivo. «Si stacca ma si pensa alla partita di domani», ha detto, spiegando che nei tre giorni successivi all’incontro questa linea viene applicata in modo preciso.
L’obiettivo è alleggerire sia la fatica muscolare sia gli aspetti pratici legati alla presenza quotidiana al centro sportivo. La prestazione della Juventus è stata finora discontinua e non esiste una verifica concreta di come sarebbe andata con un metodo diverso, ma Spalletti non è l’unico tecnico ad affidarsi a questo approccio.
Un metodo già usato da altri
Pep Guardiola e Carlo Ancelotti hanno richiamato concetti affini, mentre l’idea della preparazione lontano dal campo è presente anche fuori dal calcio. Il punto comune è mantenere il giocatore concentrato sulla partita pur riducendo il lavoro fisico quando il calendario non lascia margini sufficienti.
Con l’aumento della frequenza degli incontri, il termine allenamento invisibile potrebbe diventare sempre più abituale nel calcio. La formula indica una pausa dal centro sportivo, non dall’impegno mentale richiesto dalla gara successiva.
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