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Attualità 2 min di lettura14 ott

Zelensky alza il tiro: sanzioni e Patriot dopo l’attacco russo

Il presidente ucraino accusa Mosca di aver colpito obiettivi protetti dalla tregua annunciata da Trump e invoca una risposta più dura.

La pace, secondo Volodymyr Zelensky, non può essere affidata soltanto alle dichiarazioni: servono pressione, giustizia e forza. Il presidente ucraino ha ringraziato i Paesi che sostengono Kiev e ha richiamato il principio associato a Reagan: «La pace può arrivare solo attraverso la forza».

Zelensky ha inoltre sollecitato gli Stati Uniti a intervenire con nuove misure contro Mosca, chiedendo a Donald Trump sanzioni severe e ulteriori sistemi Patriot per proteggere il territorio ucraino. Il leader di Kiev ha anche rivolto un appello all’Europa e agli altri alleati, affinché nessun Paese sia lasciato solo davanti a quella che ha definito una Russia aggressiva e orientata alla guerra.

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La richiesta di una risposta più dura

Nel suo messaggio, pubblicato su X, Zelensky ha sostenuto che Washington dispone degli strumenti necessari per spingere il conflitto verso la pace attraverso la pressione sull’aggressore. A suo giudizio, la comunità internazionale non dovrebbe ignorare la portata dell’attacco né limitarsi a osservare gli sviluppi.

La richiesta rivolta alla Casa Bianca arriva dopo una notte di bombardamenti contro obiettivi energetici e infrastrutture essenziali. Il presidente ucraino ha presentato l’operazione come una scelta precisa del Cremlino, capace di mettere alla prova anche l’autorità degli Stati Uniti.


Mosca sfida la tregua di Trump

Per Zelensky, il comportamento russo rappresenta una rottura evidente rispetto al cessate il fuoco annunciato dal presidente americano. «La Russia non ha mai mostrato prima d’ora una mancanza di rispetto così ostentata nei confronti degli Usa», ha scritto, accusando Mosca di non considerare vincolanti le parole di Trump.

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Il presidente ucraino ha descritto l’offensiva come «del tutto deliberata e dimostrativa nella sua portata». Secondo la sua ricostruzione, i missili hanno colpito proprio le infrastrutture energetiche che, nell’intesa indicata da Trump, avrebbero dovuto essere tutelate. A suo avviso, la Russia ha così respinto l’occasione di ridurre la tensione e ha scelto di proseguire la guerra.


Il bilancio dell’offensiva

Stando ai dati diffusi da Zelensky, durante la notte le forze russe hanno impiegato 39 missili balistici, insieme a oltre 120 droni d’attacco e munizioni guidate. Gli obiettivi indicati si trovavano a Kiev, nella regione circostante e a Kharkiv.

L’attacco, ha aggiunto il presidente ucraino, ha interessato infrastrutture energetiche e altri nodi critici. Da qui la richiesta di un sostegno militare aggiuntivo agli alleati, con particolare riferimento agli intercettori Patriot e a una reazione internazionale più incisiva.

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