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Attualità 2 min di lettura15 ott

Ucraina-Russia, l’allarme di Fabbri: basta una minaccia per allargare la guerra

Il direttore di Domino analizza il negoziato rilanciato dagli Stati Uniti, le mosse di Mosca e il peso esercitato da Donald Trump su Zelensky

Il conflitto tra Russia e Ucraina attraversa una fase delicata, nella quale anche un incidente limitato potrebbe produrre conseguenze più ampie. Dario Fabbri, direttore di Domino, invita a non sottovalutare il susseguirsi di minacce, sconfinamenti e dichiarazioni sempre più dure tra le parti.

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Un negoziato dentro una fase rischiosa

Secondo Fabbri, gli Stati Uniti hanno riavviato un confronto molto difficile con l’obiettivo di fermare il conflitto e riportare Mosca più vicina a Washington, sottraendola alla crescente influenza cinese. Il tentativo diplomatico, tuttavia, si sviluppa mentre nessuno degli attori coinvolti sembra percepire fino in fondo il costo di un’ulteriore escalation.

«Il rischio di escalation è reale in queste ore proprio perché nessuno a partire dai russi è convinto di rischiare troppo», ha osservato Fabbri nel commentare gli ultimi sviluppi. A suo giudizio, la Russia sta facendo leva anche sulla possibile stanchezza delle opinioni pubbliche europee, alternando pressioni militari, toni minacciosi e una sequenza di avvertimenti e reazioni.


Il pericolo di un incidente decisivo

La dinamica descritta dal direttore di Domino potrebbe rendere instabile una situazione già tesa. L’aumento della retorica e gli episodi oltre i confini, infatti, possono innescare una risposta non prevista e spingere gli alleati verso un coinvolgimento più diretto.

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«Non solo la storia ma anche la cronaca insegnano che un casus belli può emergere da qualsiasi sconfinamento, da qualsiasi minaccia», ha spiegato Fabbri. Il punto, nella sua analisi, è che il pretesto per un passaggio a un livello superiore di confronto potrebbe nascere da un singolo episodio, senza che vi sia necessariamente una decisione iniziale di allargare la guerra.


Trump aumenta la pressione su Kiev

Nel quadro delineato da Fabbri, Donald Trump ha restituito alla Russia un ruolo politico più rilevante dopo un’intesa giudicata controversa. Parallelamente, il presidente statunitense eserciterebbe una forte leva su Volodymyr Zelensky attraverso Starlink, la rete satellitare considerata essenziale per le operazioni con i droni.

Fabbri sostiene che Vladimir Putin stia alzando il livello delle dichiarazioni nella speranza di ottenere al tavolo negoziale ciò che non è riuscito a conquistare sul campo. Una strategia di questo tipo, però, potrebbe produrre effetti opposti: incidenti e reazioni successive rischierebbero di trasformare la pressione diplomatica in un conflitto molto più esteso.

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