Kamel in Israele prima del 7 ottobre? La versione di Netanyahu vacilla
A dodici giorni dalle elezioni, il premier israeliano parla della visita del capo dell’intelligence egiziana, ma la tv pubblica mette in dubbio il suo racconto.
La ricostruzione di Benjamin Netanyahu sulla presenza in Israele di Abbas Kamel, allora ai vertici dei servizi segreti egiziani, è stata contestata poche ore dopo la sua diffusione. Il premier ne ha parlato in televisione a dodici giorni dalle elezioni, mentre aumentano le domande sulle responsabilità politiche legate alla mancata prevenzione dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Il punto controverso riguarda un volo arrivato dall’Egitto il 26 settembre, appena alcuni giorni prima dell’assalto al Festival Nova e ai kibbutz vicini alla Striscia di Gaza. Secondo Kan, però, a bordo non c’era Kamel, bensì due uomini d’affari egiziani.
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Il volo che alimenta il caso
L’aereo, appartenente alla società egiziana di voli charter Smart Aviation, sarebbe atterrato in Israele intorno alle 10 e avrebbe lasciato il Paese alle 11, diretto al Cairo e senza passeggeri. La televisione pubblica israeliana ha utilizzato questi elementi per mettere in discussione la versione fornita dal primo ministro.
La ricostruzione di Netanyahu era emersa durante una lunga intervista al programma televisivo The Patriots, trasmesso da Channel 14. Il premier aveva riferito che il capo dell’intelligence egiziana era rimasto in Israele per circa 50 minuti, senza però incontrarlo personalmente.
Netanyahu cerca il responsabile dell’incontro
«Non mi ha incontrato perché in quel momento stavo partecipando a una cerimonia commemorativa per i soldati dell’Idf», ha spiegato Netanyahu, sostenendo anche che non sarebbe consueto per un responsabile dei servizi segreti vedere direttamente il capo di governo. In seguito ha aggiunto: «Il capo dell’intelligence egiziana era qui. Voglio sapere chi ha incontrato».
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Queste parole lasciano aperta una domanda centrale: se Kamel fosse davvero arrivato in Israele, con quale esponente israeliano avrebbe parlato e quale messaggio avrebbe portato dal Cairo? Il dubbio assume peso perché da mesi circolano indiscrezioni su presunti avvertimenti egiziani trasmessi al governo israeliano già dal giugno 2023.
Le pressioni prima del voto
La vicenda riporta al centro il tema delle informazioni ricevute da Israele prima dell’attacco di Hamas. L’operazione del 7 ottobre ha colpito il festival e le comunità attorno alla Striscia di Gaza, aprendo un lungo confronto sulle falle dell’esercito e degli apparati di sicurezza.
Netanyahu affronta il caso in una fase decisiva della campagna elettorale. La sua permanenza alla guida del Paese è diventata, secondo la ricostruzione proposta, una questione politica ed esistenziale, mentre le nuove versioni sulla presunta visita di Kamel rischiano di accrescere i dubbi sul comportamento del governo nei giorni precedenti all’attacco.
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