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Attualità 2 min di lettura48 min fa

Garlasco, il nodo dell’impronta 33: la difesa punta sul DNA ignoto

I consulenti di Andrea Sempio contestano tre elementi dell’inchiesta: la traccia ematica, la misura della scarpa e il profilo genetico rilevato sotto le unghie di Chiara Poggi.

«Sempio non può restare indagato a vita; un processo servirà ad accertare la verità dei fatti». Con queste parole l’avvocata Angela Taccia ha commentato l’eventualità di un rinvio a giudizio per Andrea Sempio, coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Nel frattempo, a Brescia resta pendente l’iniziativa della difesa di Alberto Stasi, che punta a chiedere la revisione della condanna definitiva inflitta per il delitto di Garlasco.

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La difesa prepara il confronto in aula

Le relazioni consegnate alla Procura di Pavia raccolgono valutazioni medico-legali, genetiche e ortopediche, oltre a un parere tecnico motivato. La trasmissione digitale è partita dallo studio di Liborio Cataliotti; Taccia ha invece portato personalmente in Procura un disco rigido con i filmati di maggiori dimensioni.

Il materiale mira a mettere in discussione gli esiti più recenti degli accertamenti disposti dai pubblici ministeri e datati 28 settembre. I legali, inoltre, si dichiarano disponibili a sottoporre il tema dell’impronta a un incidente probatorio, così da verificarne l’attendibilità in contraddittorio.


La scarpa non corrisponderebbe a Sempio

Uno dei punti contestati riguarda il segno lasciato sul pavimento del bagno. Attraverso una ricostruzione tridimensionale e il raffronto con diversi modelli di calzature Frau, i consulenti della difesa lo avrebbero ricondotto a una misura 40, mentre il piede di Sempio corrisponderebbe a una 42.

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Secondo Taccia, questa differenza renderebbe incompatibile la conformazione fisica dell’indagato con quella associata alla traccia. La conclusione viene presentata come uno degli argomenti centrali delle contro-consulenze depositate a Pavia.


Sangue e DNA, le altre contestazioni

Sulla traccia indicata come numero 33, la difesa considera ancora valido l’esame eseguito nel 2007, che aveva dato risultato negativo per la presenza di sangue. I consulenti mettono anche in dubbio l’affidabilità dei programmi impiegati per rielaborare le immagini e ipotizzano che la reazione alla ninidrina possa dipendere dal sudore.

Anche il materiale genetico recuperato sotto le unghie della vittima viene riletto in senso critico. Per i tecnici di Sempio, la compatibilità con il suo profilo sarebbe soltanto parziale e, nell’analisi dei marcatori del cromosoma Y, emergerebbero invece elementi riconducibili al profilo genetico di un uomo non ancora identificato.

Chiara Poggi fu uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per quel delitto Alberto Stasi è stato condannato con sentenza definitiva, mentre Sempio, oggi 38enne, risulta indagato nell’ambito degli ulteriori accertamenti.

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