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Attualità 1 min di lettura6 giorni fa

Zelensky all’Onu: Putin non si fermerà da solo, serve bloccarlo ora

Il presidente ucraino descrive il leader del Cremlino come una minaccia che continua ad allargarsi e chiede di ridurne i margini d’azione.

Volodymyr Zelensky ha usato toni durissimi all’Onu per chiedere una reazione più netta contro Vladimir Putin. Nel suo intervento, il presidente ucraino ha sostenuto che il leader russo va fermato impedendogli di continuare a muoversi sul terreno della guerra e dell’espansione.


La richiesta di stop

Per Zelensky, il punto non è solo contenere l’attuale conflitto, ma togliere a Putin la possibilità di alimentarne altri. Ha parlato di uno spazio d’azione da restringere, proprio per evitare che il “male” a cui ha fatto riferimento continui a propagarsi.

Il presidente ucraino ha ribadito all’assemblea che, a suo giudizio, Putin non mostra segnali di arresto spontaneo. Da qui l’appello a una risposta che non gli consenta di allargare il proprio raggio d’influenza.


L’immagine del leader russo

Nel passaggio più duro del discorso, Zelensky ha descritto Putin come una figura incapace di fermarsi. Ha osservato che, invece di limitarsi al territorio già sotto il suo controllo, continua a cercarne di nuovo.

Ha anche evocato i “17 milioni di chilometri quadrati” della Russia, sostenendo che nemmeno una superficie così vasta sembrerebbe sufficiente per lui. Secondo il presidente ucraino, Putin agirebbe come se non potesse vivere senza guerra o senza un conflitto aperto.


Il messaggio politico all’Onu

L’intervento è servito a spingere la comunità internazionale verso una linea più rigida. Zelensky ha insistito sul fatto che lasciare margini al Cremlino significherebbe offrirgli ancora spazio per diffondere la violenza.

La sua conclusione è stata netta: non basta aspettare che Putin cambi atteggiamento, perché, a suo dire, non sarebbe in grado di rinunciare da solo alla logica dello scontro.

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