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Attualità 2 min di lettura23 set

Zapatero, i gioielli da 1,3 milioni e l’ombra della perquisizione

L’ex premier spagnolo ha spiegato al giudice l’origine dei preziosi trovati nella cassaforte del suo ufficio: un dono del re Abdullah nel 2007, conservato per anni senza utilizzo.

A fare notizia non è solo il valore dei gioielli trovati nell’ufficio di José Luis Rodriguez Zapatero, ma anche la spiegazione arrivata dopo la perquisizione di maggio. L’ex premier spagnolo li ha collegati a un dono ricevuto quando era ancora alla guida del governo, in una vicenda che si intreccia con l’indagine sul presunto salvataggio irregolare di Plus Ultra.


Il dono che finisce sotto esame

Secondo quanto ricostruito nella relazione inviata al giudice, i preziosi sarebbero arrivati dalla monarchia saudita nel 2007 e avrebbero avuto un carattere strettamente personale. La stima complessiva si aggira sui 1,3 milioni di euro, cifra che rende molto più delicata la presenza di quei beni nella cassaforte del suo ufficio.

Il magistrato aveva chiesto a Zapatero di chiarire l’origine dei gioielli entro tre giorni e aveva esteso le accuse anche a possibili reati fiscali e di contrabbando. La replica dell’ex capo del governo è stata depositata dal suo legale, Victor Moreno Catena, in un documento di sei pagine citato da media spagnoli come El Pais.


Cosa conteneva la cassaforte

Nella ricostruzione difensiva si parla di 12 pezzi complessivi, suddivisi in tre gruppi: rubini, smeraldi e zaffiri. I primi formano una parure composta da quattro elementi in oro bianco 18 carati con rubini e diamanti taglio brillante; il secondo set comprende altri quattro pezzi in oro bianco 18 carati con smeraldi originari dello Zambia e diamanti; il terzo è un insieme di zaffiri, ancora in oro bianco 18 carati, con zaffiri e diamanti taglio brillante.

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Zapatero, tramite il suo avvocato, sostiene che quei gioielli siano stati conservati insieme ad altri oggetti familiari e regali di amici, senza essere mai usati né destinati ad altro impiego. Nel testo viene indicato anche che l’ex premier non avrebbe avuto consapevolezza del loro valore materiale.


La visita del re saudita nel 2007

L’origine dei regali viene fatta risalire alla visita compiuta il 18 e 19 giugno 2007 dal re saudita in Spagna, con consegna al Palazzo della Moncloa. Il monarca citato nella relazione è Abdullah Bin Abdulaziz Al-Saud, morto nel 2015.

Nella versione difensiva il gesto viene descritto come una forma di deferenza e di ringraziamento. Il legale scrive che si sarebbe trattato di un’“attenzione strettamente personale” del sovrano, accettata da Zapatero proprio per rispetto verso il re saudita.

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