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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Zampolli chiede agli italo-americani il voto per Trump

L’ex rappresentante degli Stati Uniti parla di elezioni di metà mandato, rapporti con Roma, Iran e futuro politico

Paolo Zampolli ha invitato gli italo-americani a sostenere Donald Trump alle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

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Il rapporto con Giorgia Meloni

Interpellato sulla solidità dei rapporti tra Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Zampolli ha parlato di un legame basato sull’amicizia. Ha precisato di non aver seguito direttamente la questione e di non essere stato coinvolto in eventuali iniziative diplomatiche recenti.

Secondo l’ex rappresentante speciale per le partnership globali, fino alla settimana precedente all’intervista il dossier sarebbe stato seguito dall’ambasciatore Tilman Fertitta. Zampolli ha comunque assicurato la propria disponibilità a collaborare qualora l’amministrazione americana dovesse chiederglielo.


Un eventuale incarico negli Stati Uniti

Zampolli ha ricordato di aver ricoperto per un anno e mezzo l’incarico di rappresentante speciale, sebbene la nomina iniziale fosse prevista per dodici mesi. Non sa se Trump tornerà a coinvolgerlo direttamente, ma considera questa eventualità un grande privilegio.

L’ex funzionario ha spiegato di voler mantenere il proprio impegno nel settore privato. Un ruolo federale, ha osservato, renderebbe infatti incompatibile la sua attività imprenditoriale. Ha citato anche il Kennedy Center come esempio di incarico prestigioso compatibile con il lavoro vicino all’amministrazione senza entrare nel governo.


Il voto della comunità italiana

Per Zampolli, il legame tra Italia e Stati Uniti coinvolge quasi 20 milioni di persone di origine italiana e non dipende soltanto dalla cittadinanza. Storia, valori familiari e rapporti personali rappresenterebbero, a suo giudizio, la base di una relazione particolarmente stretta.

Parlando della convention della Fondazione nazionale italo-americana, organizzata a Washington alcune settimane fa, ha richiamato la partecipazione della comunità e l’importanza dei valori condivisi. Poi ha rivolto il suo appello: «Per me devono votare per Trump, è chiaro. Perché Trump è il presidente che ha nel cuore l’Italia».

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Il possibile esito delle elezioni

Zampolli ha definito molto serrata la competizione per il Congresso e ha invitato tutti gli aventi diritto a recarsi alle urne, sostenendo che il risultato potrebbe dipendere da un numero ristretto di voti. Ha inoltre ricordato che, nella storia americana, i presidenti hanno spesso perso consensi nelle elezioni di metà mandato.

A suo avviso, Trump conta comunque di ottenere un buon risultato. Una possibile maggioranza democratica al Congresso, secondo Zampolli, renderebbe più difficile l’azione della Casa Bianca: «Sarebbe un gran mal di testa e una perdita di tempo». Il presidente resterebbe in carica, ma i democratici, ha aggiunto, non agirebbero nell’interesse dell’America.


Immigrazione e guerra con l’Iran

Tra i temi affrontati c’è anche il muro al confine meridionale con il Messico. Zampolli ha sostenuto che la costruzione fosse già avviata e che l’acciaio fosse stato pagato prima dell’interruzione del progetto; a suo giudizio, la successiva vendita del materiale avrebbe contribuito all’ingresso di milioni di immigrati.

L’ex rappresentante ha distinto tra migrazione regolare e ingressi irregolari, ricordando la propria esperienza personale. Ha detto di essere arrivato legalmente negli Stati Uniti, di aver presentato i documenti necessari e di aver ottenuto la cittadinanza dopo 14 anni di permanenza.

Alla domanda sugli errori commessi da Trump, Zampolli ha indicato soprattutto il conflitto con l’Iran. Ritiene che la guerra avrebbe dovuto concludersi rapidamente, ma la considera una crisi complessa e «il problema più grosso che abbiamo in questo momento».

Zampolli ha inoltre attribuito a Trump otto accordi di pace raggiunti durante la sua presidenza, citando anche l’intesa tra Azerbaigian e Armenia, Paesi rimasti in guerra per 35 anni.

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