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Attualità 2 min di lettura8 ore fa

X Mas, lo scontro tra Cazzullo e Vannacci: «Errori storici

Il giornalista contesta la ricostruzione del generale e rilancia il tema nella puntata di Una giornata particolare dedicata all’8 settembre

La nuova puntata di Una giornata particolare riaccende il confronto sulla Decima Mas e sul modo in cui viene raccontata la sua storia. Aldo Cazzullo ha chiamato in causa Roberto Vannacci, sostenendo che il generale dovrebbe seguire l’appuntamento dedicato all’armistizio dell’8 settembre per correggere alcune ricostruzioni ritenute imprecise.


Cazzullo riapre il caso storico

L’episodio andrà in onda mercoledì 30 settembre e sarà incentrato sull’armistizio firmato da Badoglio con gli Alleati durante la Seconda guerra mondiale. Presentando la nuova edizione del programma, Cazzullo ha spiegato: «Non mi dispiacerebbe che il generale Vannacci guardasse la puntata sull’8 settembre, perché si renderebbe conto che sta dicendo un sacco di inesattezze storiche».

Il giornalista del Corriere della Sera ha contestato soprattutto l’impiego del nome Decima Mas nel dibattito politico. A suo giudizio, dopo l’8 settembre una parte del reparto rimase fedele al re e si oppose sia a Hitler sia a Mussolini, mentre un’altra componente si schierò con la Repubblica di Salò.


Le parole di Vannacci in campagna elettorale

Il riferimento risale alla campagna per le Elezioni europee del 2024. Alla vigilia di un comizio a Milano insieme a Matteo Salvini, Vannacci aveva diffuso nelle chat dei suoi sostenitori un video nel quale invitava a segnare una “decima” sul simbolo della Lega e a scrivere il suo cognome sulla scheda.

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In quella fase il generale aveva definito i combattenti della Decima Mas “nostri eroi” e aveva sostenuto che le loro vicende meritassero di essere studiate a scuola. Aveva inoltre separato il periodo in cui il reparto operava nella Regia Marina dalle azioni compiute dopo l’armistizio, quando una parte dei suoi uomini aderì alla Repubblica di Salò.


Il capitolo sulle violenze

Cazzullo ha però sottolineato che, accanto a chi mantenne una posizione contraria al nazifascismo, vi furono uomini accusati di gravi crimini. «Tranne un gruppo di criminali – ha aggiunto – che tracciavano la X di Decima Mas sul petto dei partigiani torturati».

Nel suo racconto, il giornalista ha richiamato anche uccisioni, incendi di villaggi e l’assassinio di sacerdoti nell’entroterra di La Spezia. Da qui la conclusione sulla responsabilità di quella componente del reparto: «La Decima Mas fece delle cose terribili».

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