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Attualità 3 min di lettura5 giorni fa

Volto coperto a scuola, sanzioni fino a 1.000 euro: cosa prevede il decreto

Nel provvedimento atteso in Consiglio dei ministri compaiono anche il limite del 30% per gli alunni stranieri, più fondi per libri, digitale e contrasto alla dispersione.

Il nuovo decreto sulla scuola mette insieme divieti, fondi e vincoli organizzativi: tra le misure più delicate c’è la stretta sul volto coperto durante le attività scolastiche, con multe fino a 1.000 euro, ma anche un tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi iniziali. La bozza approda oggi in Consiglio dei ministri.


Multe e controlli per chi non è riconoscibile

Il testo vieta di prendere parte alle lezioni, alle attività extracurriculari e ai colloqui scuola-famiglia quando il volto non è visibile, tranne nei casi legati a esigenze sanitarie o di sicurezza. La formulazione copre qualunque modalità che impedisca il riconoscimento della persona.

Per chi non rispetta la regola è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro. Se a violare il divieto è un minore, la multa può ricadere anche sul genitore o su chi esercita la responsabilità genitoriale, a meno che il comportamento non configuri un reato. La verifica spetta al dirigente scolastico, mentre la decisione sulla sanzione viene affidata al prefetto.


Classi con il 30% di stranieri dal 2027

Un altro capitolo della bozza introduce un limite del 30% per gli studenti con cittadinanza non italiana nelle prime classi della primaria, della secondaria di primo grado e delle superiori. La misura scatterebbe dall’anno scolastico 2027/2028 e distingue tra i vari cicli: alla primaria riguarda gli alunni nati all’estero o non passati per almeno due anni nella scuola dell’infanzia, mentre per medie e superiori il riferimento è a chi non abbia concluso con esito positivo almeno tre anni nel sistema nazionale di istruzione.

Se in una scuola il tetto non fosse raggiungibile, gli uffici scolastici territoriali, insieme ai dirigenti, dovranno redistribuire gli iscritti nelle strutture vicine, tenendo conto della distanza e delle esigenze delle famiglie. Per accompagnare gli istituti che non riusciranno a rispettare il vincolo, il decreto prevede anche un fondo da 3,4 milioni nel 2027 e da 14,1 milioni l’anno dal 2028 per rafforzare l’italiano.

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Più aiuti per famiglie e studenti

Sul fronte dei libri di testo, il governo stanzia altri 21 milioni nel 2026 per garantire la fornitura gratuita o parzialmente gratuita. Sale anche la soglia di reddito per accedere al beneficio: da 30mila a 40mila euro. In più, la platea si allarga alle classi prime della secondaria di primo grado e alle prime e terze della secondaria di secondo grado.

La bozza interviene poi sui percorsi gratuiti di alfabetizzazione italiana per i genitori stranieri quando le difficoltà linguistiche ostacolano l’integrazione scolastica dei figli. In questi casi la scuola segnalerà la situazione ai servizi sociali, che potranno costruire un progetto personalizzato con frequenza ai Cpia e obiettivo di una certificazione almeno A2. Sono esclusi gli adulti con gravi limiti di apprendimento dovuti a età, patologie o disabilità certificate dal servizio sanitario.


Fondi extra per orientamento, digitale e cyberbullismo

Nel pacchetto entrano anche misure urgenti per orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione nell’anno scolastico 2026/2027. Per sostenere tutor, coordinamento e percorsi personalizzati degli studenti, nel 2026 vengono aggiunti 70 milioni di euro.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà inoltre varare un programma biennale per sviluppare servizi digitali nella scuola. A questo si somma un incremento di 4 milioni del fondo permanente contro il cyberbullismo, mentre il capitolo degli interventi punta anche a rendere più semplici e innovativi i servizi amministrativi.

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