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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Volo Flydubai, il piano del copilota: due obiettivi per lo schianto

Le prime informazioni sull’interrogatorio del 29enne indicano due possibili bersagli: l’aeroporto Ben Gurion o una base statunitense in Giordania.

Il copilota del volo Flydubai FZ1073 avrebbe valutato due scenari per far precipitare il Boeing 737 dopo aver aggredito il comandante. A riferirlo è la stampa israeliana, sulla base delle prime indiscrezioni relative all’interrogatorio di Hamam al-Hammami, 29 anni.


Due possibili bersagli nel piano

Secondo questa ricostruzione, l’obiettivo principale sarebbe stato l’aeroporto Ben Gurion, lo scalo internazionale che serve Tel Aviv. Il giovane avrebbe pensato di mantenere l’aereo in volo ancora per circa un’ora dopo l’aggressione, continuando a comunicare con la torre di controllo per non destare sospetti.

L’alternativa presa in considerazione sarebbe stata una base statunitense situata in Giordania. Le informazioni disponibili non chiariscono quale dei due piani fosse considerato prioritario né se il tentativo sia stato portato avanti.

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L’ipotesi dell’azione solitaria

Le prime notizie sull’interrogatorio indicano inoltre che il 29enne avrebbe agito da solo. L’ipotesi viene collegata all’aggressione del pilota e al successivo progetto di assumere il controllo del velivolo.

La ricostruzione resta basata sulle indiscrezioni iniziali diffuse dai media israeliani. Il testo disponibile non fornisce ulteriori elementi sull’accaduto, sulle modalità dell’intervento o sull’esito dell’interrogatorio.

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