Volo Flydubai, il mistero nella cabina: cosa è successo a bordo
Un Boeing diretto a Tel Aviv è atterrato in emergenza in Arabia Saudita dopo una colluttazione tra i piloti: indagini aperte e collegamenti sospesi.
Le ripercussioni politiche dell’episodio arrivano a poche settimane dal voto in Israele, fissato per il 27 ottobre, in una campagna dominata dal tema della sicurezza nazionale. Yair Lapid ha contestato ogni collegamento tra l’accaduto e le minacce già riferite dal governo durante precedenti briefing: secondo il leader dell’opposizione, quelle segnalazioni non riguardavano un caso come quello avvenuto a bordo del volo Flydubai.
Benjamin Netanyahu ha intanto disposto un innalzamento delle verifiche sui collegamenti diretti in Israele, inclusi quelli gestiti da vettori stranieri. Il suo ufficio ha spiegato che saranno esaminati con maggiore attenzione l’identità e il profilo professionale dei piloti assegnati a queste tratte.
L’ipotesi di un attacco resta aperta
Il governo israeliano ha descritto l’episodio come un grave problema di sicurezza. Israel Katz, ministro della Difesa, ha affermato che le prime informazioni disponibili facevano pensare a un tentativo di provocare lo schianto dell’aereo; in seguito, il ministero degli Esteri ha parlato di possibile azione terroristica.
Questa lettura, tuttavia, non ha ancora trovato riscontri indipendenti. Flydubai ha chiarito che non è stato accertato il motivo della colluttazione, mentre Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti non hanno indicato pubblicamente una matrice terroristica. Nei mezzi di informazione israeliani sono state citate anche le ipotesi di attentato e gesto suicida, senza che nessuna delle due sia stata verificata. Netanyahu ha inoltre detto che non è possibile stabilire, allo stato attuale, l’eventuale presenza di complici o collegamenti con governi e organizzazioni.
Il volo perde quota e cambia rotta
L’aereo coinvolto era il volo FZ1073, decollato da Dubai e destinato all’aeroporto Ben Gurion. Sul Boeing 737 MAX 8 viaggiavano oltre 170 persone, in prevalenza cittadini israeliani. Durante la traversata il velivolo ha iniziato una discesa improvvisa: secondo Flightradar24, in uno dei passaggi più bruschi ha perso quasi 14 mila piedi, pari a circa 4.300 metri, in meno di mezzo minuto.
Prima è stato impostato il codice 7700, che segnala un’emergenza generale. A distanza di pochi minuti è comparso il codice 7500, associato a una possibile interferenza illecita. L’aereo ha quindi deviato verso Tabuk, nel nord-ovest saudita, dove ha effettuato l’atterraggio d’emergenza.
Cosa sarebbe accaduto nella cabina
La ricostruzione fornita dalle autorità israeliane sostiene che il comandante, rimasto ferito e caduto a terra, sia riuscito ad attivare l’apertura della porta della cabina. In questo modo alcuni passeggeri e membri dell’equipaggio avrebbero potuto raggiungere l’area di pilotaggio e intervenire.
Le immagini registrate all’interno dell’aereo, la cui autenticità è stata verificata da Reuters, mostrano due uomini feriti e tracce di sangue sui presenti. Almog Italie, passeggero del volo, ha raccontato che all’inizio la rapida discesa sembrava una turbolenza eccezionale; soltanto in un secondo momento i viaggiatori avrebbero compreso che davanti si stava verificando una colluttazione.
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Piloti feriti, arresto in Arabia Saudita
Flydubai ha confermato che a bordo si è verificato uno scontro tra i due piloti, senza però indicare le ragioni dell’accaduto. La compagnia ha riferito che l’equipaggio presente sul velivolo ha contribuito a mettere la situazione sotto controllo e che due piloti di riserva hanno poi assunto la guida fino a Tabuk.
Le autorità aeroportuali saudite hanno comunicato il ricovero di entrambi i piloti dopo l’arrivo. Netanyahu ha identificato il comandante come Smit Machchhar, cittadino indiano, e ha riferito che il collega accusato dell’aggressione è stato fermato dalle autorità saudite. Narendra Modi ha successivamente riconosciuto il comportamento tenuto da Machchhar durante l’emergenza.
Otto ore a Tabuk prima del rientro
La richiesta di atterraggio urgente è stata ricevuta dall’aeroporto di Tabuk alle 8:44, ora locale. I passeggeri sono rimasti nello scalo per circa otto ore, assistiti dalle autorità saudite e dalla compagnia, prima di essere trasferiti su un altro aereo Flydubai.
Il volo sostitutivo ha lasciato Tabuk alle 17:40 ed è arrivato in serata al Ben Gurion. Ad attendere i viaggiatori c’erano familiari, sanitari e rappresentanti delle autorità israeliane; un passeggero di 51 anni, con una lesione lieve nella parte alta del corpo, è stato accompagnato in ospedale.
Indagini e conseguenze sui collegamenti
La General Civil Aviation Authority degli Emirati Arabi Uniti ha definito l’accaduto un «incidente di sicurezza» ormai riportato sotto controllo e ha avviato accertamenti sugli aspetti tecnici e operativi. Un’inchiesta separata è stata aperta dal National Transport Safety Center saudita per analizzare l’atterraggio e gli eventi che lo hanno preceduto.
Israele e Arabia Saudita non intrattengono rapporti diplomatici ufficiali, anche se i collegamenti diretti verso Israele attraversano abitualmente lo spazio aereo saudita. Più stretti sono invece i rapporti tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, formalizzati nel 2020: da allora Dubai è diventata una meta molto frequentata dai cittadini israeliani e Flydubai ha mantenuto attivi i collegamenti tra le due città.
Nella tarda serata del 30 settembre Flydubai ha annunciato l’interruzione provvisoria delle tratte da e verso Israele, in attesa degli sviluppi investigativi. Anche Emirates ha fermato i collegamenti con Tel Aviv effettuati in collaborazione con Flydubai. Gideon Sa’ar ha discusso l’accaduto con Abdullah bin Zayed Al Nahyan: secondo Israele, il colloquio ha riguardato il contrasto ai gruppi estremisti e la tutela dei rapporti bilaterali; Abu Dhabi ha invece sottolineato i legami tra i due Paesi, la situazione regionale e le condizioni dei passeggeri.
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