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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Volo Flydubai, il mistero del copilota: i post che allarmano

Haman al-Hammami, 29 anni, avrebbe aggredito il comandante per dirottare l’aereo: sui suoi profili sono comparsi contenuti estremisti e messaggi misogini.

Il caso di Haman al-Hammami non riguarda soltanto l’aggressione avvenuta nella cabina di pilotaggio. A poche ore dall’episodio sono riemersi video e immagini collegati ai suoi profili digitali, mentre le autorità degli Emirati Arabi Uniti sostengono che il copilota stesse preparando un’azione terroristica.

Il volo Flydubai FZ1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, è stato fatto atterrare in Arabia Saudita dopo che al-Hammami avrebbe colpito il comandante con l’ascia di emergenza. Secondo le ricostruzioni investigative, il suo obiettivo sarebbe stato prendere il controllo del Boeing 737 Max.


I contenuti riemersi dopo l’aggressione

Sul profilo LinkedIn attribuito al copilota erano comparsi due contenuti a circa nove ore dai fatti. Non è stato stabilito se siano stati pubblicati direttamente da lui o se fossero stati programmati in precedenza. Gli stessi materiali sono apparsi quasi nello stesso momento anche su un account Instagram con nome e fotografia identici, poi eliminato.

Il primo contenuto era un montaggio di immagini riprese nella cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max. Una sequenza, localizzata dalla Cnn all’aeroporto di Dubai, inquadrava un aereo della compagnia israeliana El Al; nel display comparivano il volo OMA624 e la data dell’11 ottobre 2023. Altre immagini mostravano velivoli di El Al e Arkia, mentre la parte finale era dedicata ad Ayman al-Zawahiri e a Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, autore di un attentato suicida compiuto nel 2009.

Il secondo messaggio raffigurava, attraverso un’immagine generata con l’intelligenza artificiale, La Mecca, Medina e Gerusalemme unite da una scia luminosa. In sottofondo si sentiva una poesia incentrata sul rifiuto dell’umiliazione, sul coraggio di fronte alla morte e sulla difesa della dignità. Meta è stata contattata per chiarire l’origine dei contenuti.


Un passato già finito sotto esame

Al-Hammami, 29 anni, sarebbe cittadino omanita. Nato negli Emirati Arabi Uniti da padre omanita e madre siriana, avrebbe trascorso nel Paese una parte significativa della propria vita. Due fonti informate sui fatti e un funzionario israeliano hanno riferito che nel 2025 era stato allontanato da un incarico presso Oman Air a causa di preoccupazioni legate alle sue posizioni radicali.

Il suo profilo professionale, successivamente cancellato, indicava sette anni in Oman Air fino al febbraio 2025. A giugno dello stesso anno sarebbe entrato in Royal Air Maroc, lasciando la compagnia nel gennaio 2026; secondo un funzionario israeliano, il rapporto con Flydubai sarebbe durato circa otto mesi. Un diplomatico regionale ha aggiunto che al-Hammami sarebbe stato escluso dall’addestramento al volo e assegnato a mansioni diverse proprio per le sue idee.

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Un uomo con lo stesso nome risulta inoltre laureato nel 2023 in gestione aeronautica presso la Buckinghamshire New University, dopo un percorso di studio a distanza durato tre anni. Benjamin Netanyahu ha parlato di un possibile «indottrinamento radicale islamista». Flydubai, invece, non ha commentato, citando l’indagine ancora in corso.


I quasi tremila messaggi cancellati

La Cnn ha esaminato quasi 3mila messaggi pubblicati tra il 2021 e il 2022 su un account Twitter poi rimosso. La ricerca, svolta con un sistema di analisi semantica basato sull’intelligenza artificiale, ha restituito il profilo di una persona fortemente religiosa e ostile all’emancipazione femminile.

In diversi interventi al-Hammami raccontava le difficoltà incontrate dalla madre nel cercargli una moglie che accettasse di portare il niqab e di lasciare il lavoro dopo il matrimonio. In un messaggio del febbraio 2022 scriveva: «Si rifiutarono tutte. Poi mia madre disse loro: “Mio figlio è un pilota”, e improvvisamente acconsentirono tutte». In un altro testo, pubblicato nel gennaio dello stesso anno, definiva gli ambienti di lavoro misti responsabili di corrompere le donne e domandava: «Quante ragazze rispettabili e religiose sono state rovinate e manipolate in ambienti di lavoro misti?»


Le verifiche sul volo per Tel Aviv

Resta da spiegare come un cittadino dell’Oman, Paese che non riconosce Israele, sia stato inserito nell’equipaggio di un collegamento diretto a Tel Aviv. Shin Bet, Mossad, esercito israeliano e Ministero dei Trasporti stanno esaminando l’assunzione e i controlli effettuati sul suo passato professionale.

Il procuratore generale degli Emirati, Hamad Saif Al Shamsi, ha affermato che il copilota «pianificava un atto terroristico». Abu Dhabi rivendica la competenza sul procedimento perché l’aereo è registrato negli Emirati e la normativa locale si applica ai reati commessi a bordo dei suoi velivoli anche quando si trovano fuori dal territorio nazionale.

L’interrogatorio dell’uomo sarebbe avvenuto in Arabia Saudita, dove l’aereo è stato deviato. Secondo quanto riferito da Netanyahu al giornalista della Cnn Jim Sciutto, anche Israele partecipa agli accertamenti.

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