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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Volo Flydubai, il crollo in quota e la fuga nella cabina: cosa è successo

Un membro dell’equipaggio avrebbe ferito il comandante durante il viaggio verso Tel Aviv: alcuni passeggeri sono intervenuti, mentre l’aereo perdeva rapidamente quota prima dell’atterraggio d’emergenza.

La discesa improvvisa dell’aereo, le urla provenienti dalla cabina di pilotaggio e i passeggeri con gli abiti coperti di sangue: sono i dettagli più drammatici emersi sul volo Flydubai diretto a Tel Aviv. Dopo l’aggressione a uno dei piloti, alcuni viaggiatori avrebbero fatto irruzione nella cabina per fermare il presunto assalitore e consentire all’equipaggio di portare il velivolo in Arabia Saudita.

Secondo i dati di Flightradar24, l’aereo è passato in breve tempo da circa 34.000 a circa 14.000 piedi di quota. Israele sta verificando anche l’ipotesi terroristica, mentre le autorità devono ancora chiarire la dinamica completa dell’accaduto e il movente dell’aggressione.


La cabina presa d’assalto dai passeggeri

Una passeggera, Noa, ha raccontato che a bordo si è capito rapidamente che uno dei piloti era stato accoltellato. Il velivolo avrebbe iniziato a oscillare e a perdere quota con forte rapidità, alimentando il timore di una catastrofe imminente. «Ci sono stati momenti in cui eravamo certi che fosse la fine», ha riferito la donna, descrivendo una situazione di panico tra i viaggiatori.

Un altro testimone ha parlato di grida e confusione prima che la porta della cabina venisse aperta. La sorella di una passeggera ha riferito alla televisione pubblica israeliana Kan che un componente dell’equipaggio avrebbe urlato «Dio è grande» e si sarebbe diretto verso il comandante, mentre un gruppo di israeliani lo immobilizzava. Secondo un’ulteriore testimonianza, proprio quei passeggeri sarebbero stati decisivi nell’intervento: alcuni di loro avevano le magliette completamente intrise di sangue.

Tra le persone coinvolte ci sarebbe anche Zvika Manes, amministratore delegato di Barak Leumi, società di sottoscrizione assicurativa di Bank Leumi. L’uomo ha spiegato che sua moglie si trovava vicino alla cabina perché la figlia era in bagno e aveva sentito le urla provenire dall’area di pilotaggio. Dopo aver attirato l’attenzione di un pilota di riserva delle Fiji seduto nelle vicinanze, Manes sarebbe entrato insieme ad altri due passeggeri per bloccare l’aggressore. «Sono coperto di sangue. È stato pazzesco», ha dichiarato al giornale economico israeliano Calcalist.

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Un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita

Le ricostruzioni disponibili indicano che sull’aereo si trovava un gruppo di piloti in viaggio per un trasferimento. Proprio uno di loro, secondo quanto riferito, avrebbe partecipato alla gestione dell’emergenza dopo l’accoltellamento. Il comandante ferito sarebbe comunque riuscito a mantenere il controllo sufficiente per dirigere il volo verso un atterraggio d’emergenza.

Un passeggero ha inoltre pubblicato sui social media un video registrato durante gli ultimi minuti del viaggio. Nel filmato raccontava che un uomo armato di coltello aveva ferito uno dei piloti e che alcuni viaggiatori erano riusciti a trascinarlo fuori dalla cabina. Il testimone aggiungeva che il presunto terrorista era stato neutralizzato, mentre almeno uno dei membri dell’equipaggio risultava gravemente ferito.

La dinamica ha suscitato allarme anche per le possibili conseguenze dell’aggressione. Un funzionario israeliano, parlando alla rete televisiva Channel 12, ha sostenuto che la situazione avrebbe potuto trasformarsi in un tentativo di dirottamento o di schianto e ha evocato il precedente dell’11 settembre. Si tratta, al momento, di una valutazione riferita dai media israeliani, mentre gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei passeggeri e verificando ogni elemento della vicenda.

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