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Attualità 2 min di lettura45 min fa

Voli europei, i servizi valutano la pista russa

Le minacce hanno coinvolto 35 collegamenti tra il 3 e il 6 novembre, senza esplosivi né ritardi rilevanti.

I servizi di sicurezza europei stanno verificando se la serie coordinata di allarmi bomba sui voli abbia avuto origine in Russia. Le minacce hanno riguardato decine di collegamenti tra il 3 e il 6 novembre, ma finora non è stato trovato alcun ordigno.

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Gli avvisi partiti dagli Stati Uniti

Nel caso di tre aerei in partenza o diretti dal Portogallo, l’allerta è arrivata dall’Fbi. L’agenzia statunitense ha informato la polizia portoghese di un possibile attacco contro un volo Ryanair da Lisbona a Roma e contro due aerei Tap diretti a Parigi e Copenaghen.

Per il collegamento Ryanair, la segnalazione è stata ricevuta prima del decollo. Gli agenti hanno effettuato i controlli di sicurezza, che non hanno evidenziato la presenza di esplosivi. Gli altri due velivoli erano già in volo quando sono state trasmesse le informazioni.

La Polícia de Segurança Pública ha attivato le procedure previste e ha avvisato le autorità francesi e danesi. Entrambi gli aerei hanno raggiunto regolarmente le destinazioni. «In tutti questi casi, le informazioni sono state trasmesse alla polizia portoghese direttamente dall’Fbi», ha riferito la radio portoghese Observador, citando la propria ricostruzione sugli episodi del 6 novembre.


L’ipotesi legata alla Russia

Secondo il Financial Times, i servizi europei hanno avviato un’indagine comune per identificare l’origine delle minacce. Alcuni funzionari ritengono che la pista russa sia quella con maggiori elementi a sostegno, sulla base del possibile movente, delle modalità operative, dei precedenti e dei primi riscontri raccolti.

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Tra le ipotesi esaminate ci sono il coinvolgimento di attivisti filo-Cremlino oppure di gruppi di pirati informatici. L’inchiesta è ancora in corso e non ha portato all’attribuzione ufficiale delle minacce a un gruppo preciso.


Il bilancio degli allarmi

Eurocontrol ha contato 35 voli interessati: 14 il 6 novembre, 14 il 5 novembre e 7 il 3 novembre. L’organizzazione ha precisato che il dato relativo alla giornata del 6 novembre è ancora provvisorio.

Il 6 novembre gli episodi hanno rappresentato lo 0,047% dei circa 29.550 voli effettuati nella rete europea. La percentuale era stata dello 0,049% il 5 novembre, con 28.488 collegamenti, e dello 0,026% il 3 novembre, quando i voli erano stati 26.278.

Secondo Eurocontrol, gli allarmi non hanno prodotto conseguenze apprezzabili sui ritardi del traffico aereo. L’organizzazione sta seguendo l’evoluzione della situazione insieme a compagnie, aeroporti, fornitori dei servizi di navigazione aerea e altri soggetti coinvolti.

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