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Attualità 3 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Virus respiratorio sinciziale, rischi elevati per fragili e anziani

In Italia l’Rsv è associato ogni anno a 50mila ricoveri e 1.800 decessi tra gli over 60

Aggiornamento delle 19:49

Fabrizio Pregliasco ha chiesto l’inserimento della vaccinazione anti-Rsv nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Il virologo ha inoltre riferito che l’infezione può ridurre per un mese o un mese e mezzo la capacità degli anziani e delle persone fragili di svolgere le attività quotidiane.

Il virus respiratorio sinciziale può aggravare in modo serio la salute di anziani, bambini e adulti con patologie croniche. In Italia, tra gli over 60, gli sono attribuiti ogni anno circa 50.000 ricoveri e 1.800 decessi in ospedale.

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L’impatto sulle patologie croniche

Secondo un’indagine internazionale condotta in 10 Paesi da Human8 e promossa da Gsk, quasi l’80% degli italiani teme che i virus respiratori possano peggiorare le proprie condizioni. La stessa quota, però, non conosce l’Rsv o non è certa di saperlo riconoscere. Quasi una persona su due non ne ha mai parlato con un medico o con un altro professionista sanitario.

La ricerca ha coinvolto in Italia oltre 500 adulti affetti da una o più malattie croniche, in occasione della Settimana di sensibilizzazione sull’Rsv, in programma dal 2 all’8 novembre. Il 70% degli intervistati riferisce conseguenze negative sulla salute, sulla vita quotidiana o sul benessere dei familiari e delle persone vicine.


Sintomi e recupero prolungato

Gli effetti dell’infezione possono continuare anche dopo la fase acuta. Circa metà dei partecipanti al sondaggio ha indicato ripercussioni durate almeno un mese; per quasi il 10% il recupero è andato avanti per oltre un anno oppure non si è ancora concluso.

Nel complesso, il 31% ha sperimentato un peggioramento della salute durante l’infezione. La percentuale sale al 57% tra chi soffre di asma e raggiunge il 43% nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva. «A ogni riacutizzazione il paziente con Bpco compie un passo verso il basso: aumentano la mortalità e la probabilità di ricovero», ha spiegato Dejan Radovanovic, associato di malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano e dirigente medico all’Ospedale Luigi Sacco di Milano.

Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Azienda Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, ha ricordato che le infezioni possono provocare complicanze soprattutto in presenza di malattie respiratorie e cardiovascolari. Nei pazienti con Bpco, ha aggiunto, prevenire gli episodi infettivi aiuta a limitare le riacutizzazioni, tra le principali cause di ricovero e morte.

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La prevenzione tra gli anziani

Con l’avvicinarsi dell’inverno, i casi tra le persone anziane e fragili tendono ad aumentare. Massimiliano Franco, medico di famiglia e segretario della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie in Lombardia, ha osservato che l’impatto del virus potrebbe essere sottostimato, perché la ricerca dell’Rsv non fa ancora parte delle pratiche diagnostiche abituali.

Il medico di base, secondo Franco, può riconoscere i pazienti più esposti e proporre loro la vaccinazione. Anche Cittadinanzattiva chiede di rafforzare l’accesso alla prevenzione: la segretaria generale Anna Lisa Mandorino ha definito una disparità il mancato inserimento della vaccinazione anti-Rsv per gli adulti nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale.


I dati sulla vaccinazione

Gsk riferisce che il proprio vaccino adiuvato contiene una forma stabilizzata della glicoproteina F del virus, associata all’adiuvante AS01E. Il prodotto è autorizzato per prevenire le malattie delle basse vie respiratorie da Rsv negli adulti dai 18 anni in più di 65 Paesi.

In uno studio di fase III, una singola dose ha mostrato protezione per almeno tre stagioni consecutive. I dati raccolti nella pratica clinica dallo studio statunitense Clear-VE Rsv indicano una diminuzione del 76% dei ricoveri legati al virus dopo una stagione, con una riduzione confermata anche nell’analisi su due stagioni. Le rilevazioni presentate nel 2026 hanno inoltre evidenziato cali delle riacutizzazioni gravi di asma e Bpco e degli eventi cardiovascolari maggiori associati all’Rsv, con percentuali comprese tra il 62% e il 74% nella prima stagione e vicine al 58% sull’intero periodo di due stagioni.

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