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Attualità 2 min di lettura35 min fa

Virus respiratorio sinciziale, il vaccino riduce i ricoveri fino al 75%

Lo indicano dati su pazienti con patologie respiratorie e cardiovascolari presentati a Milano durante la settimana di sensibilizzazione

La vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale ha ridotto fino al 70-75% ricoveri ed eventi gravi nei pazienti con alcune patologie croniche. Il dato è stato presentato a Milano da Dejan Radovanovic, professore di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano e dirigente medico dell’ospedale Luigi Sacco.

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Gli effetti sulle patologie croniche

Secondo Radovanovic, l’infezione può aggravare il quadro clinico delle persone con broncopatia cronica ostruttiva, asma, diabete e malattie cardiovascolari, tra cui lo scompenso cardiaco. La vaccinazione, ha spiegato l’esperto durante un incontro con la stampa organizzato da Gsk, ha inoltre contribuito a diminuire tra il 65% e il 70% gli eventi cardiovascolari associati all’infezione.

«L’infezione virale rappresenta un elemento chiave per gli eventi acuti e per la necessità di supporto medico fuori e dentro l’ospedale», ha affermato Radovanovic. Il rischio riguarda anche le conseguenze successive, perché il peggioramento della malattia cronica può durare oltre la fase acuta dell’infezione.


Cosa emerge dall’indagine

I risultati arrivano da un’indagine realizzata nell’estate su poco più di 500 persone con problemi respiratori o cardiovascolari. Tra le condizioni considerate figurano anche ipertensione, enfisema, diabete e asma.

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Tre partecipanti su quattro, o una quota ancora maggiore, hanno dichiarato di temere l’impatto delle infezioni virali sulla propria salute e possibili conseguenze sull’equilibrio della malattia. Circa il 10% degli intervistati ha riferito di aver contratto il virus respiratorio sinciziale; una parte di loro ha avuto disturbi persistenti per almeno un mese, con limitazioni nelle attività quotidiane.


La prevenzione negli ambulatori

La conoscenza del virus è in aumento, ma secondo il medico l’argomento viene ancora affrontato poco sia nella medicina generale sia negli ambulatori specialistici. Per questo la prevenzione dovrebbe puntare non soltanto a contenere la gravità dell’infezione, ma anche a evitare riacutizzazioni e peggioramenti delle patologie già presenti.

«L’approccio preventivo è importante per impedire una destabilizzazione della malattia cronica e conseguenze che possono protrarsi ben oltre l’evento acuto», ha concluso Radovanovic. L’incontro si è svolto durante la Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale, in programma dal 2 all’8 novembre.

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