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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Virus respiratorio sinciziale, il vaccino riduce i casi gravi

Lo indicano i dati su pazienti con asma, Bpco, diabete e malattie cardiovascolari presentati a Milano

La vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale ha ridotto fino al 70-75% i ricoveri e gli eventi gravi nei pazienti con patologie croniche.

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I benefici della prevenzione

Secondo Dejan Radovanovic, professore di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano e dirigente medico dell’Unità operativa di Pneumologia dell’ospedale Luigi Sacco, la protezione può limitare anche le complicanze cardiovascolari associate all’infezione. Nei pazienti studiati, la riduzione di questi eventi è arrivata tra il 65% e il 70% rispetto alle persone non vaccinate.

«L’importanza dell’approccio preventivo è fondamentale non solo per ridurre la gravità dell’infezione di per sé, ma anche per evitare una destabilizzazione o un peggioramento della patologia cronica di cui il paziente soffre», ha spiegato Radovanovic a Milano. Il peggioramento, ha aggiunto, può produrre conseguenze che continuano oltre la fase acuta della malattia.


Cosa temono i pazienti

I dati arrivano da un’indagine svolta durante l’estate su poco più di 500 persone con comorbilità respiratorie o cardiovascolari. Tra le condizioni considerate figurano diabete, ipertensione, scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema e asma.

Almeno tre intervistati su quattro hanno dichiarato di temere l’impatto delle infezioni virali sulla malattia di base e le possibili conseguenze sulla sua stabilità. Il virus respiratorio sinciziale, tuttavia, sarebbe ancora poco affrontato negli ambulatori dei medici di medicina generale e negli studi specialistici, nonostante una maggiore conoscenza del problema.

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Le conseguenze dopo l’infezione

Circa il 10% dei partecipanti alla rilevazione ha riferito di aver contratto il virus respiratorio sinciziale. Una parte di queste persone ha avuto strascichi capaci di compromettere l’equilibrio della patologia e le normali attività quotidiane per un mese o più.

L’infezione respiratoria può quindi aggravare quadri già complessi, in particolare quando sono presenti Bpco, asma o malattie del cuore. Radovanovic ha ricordato che il rischio non riguarda soltanto l’episodio acuto, ma anche la possibilità di riacutizzazioni e problemi successivi.


L’incontro a Milano

Le indicazioni sono state presentate il 3 novembre durante un incontro con la stampa organizzato da Gsk a Milano, nell’ambito della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale, in programma dal 2 all’8 novembre.

L’attenzione era rivolta soprattutto alle persone con più patologie, per le quali un’infezione può richiedere assistenza medica dentro o fuori dall’ospedale. La prevenzione è stata indicata come uno strumento per contenere sia la gravità del contagio sia le ripercussioni sulle condizioni croniche.

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