Video violenti e caos in Francia: nel mirino le reti filo-russe
Le autorità europee valutano il possibile ruolo di account legati a Russia, Iran e Algeria nella diffusione di contenuti capaci di aggravare le tensioni
La circolazione di filmati violenti sui social network ha spinto le autorità europee a verificare se campagne organizzate dall’estero abbiano contribuito ad acuire le proteste in Francia. L’attenzione si concentra anche su episodi analoghi di violenza registrati di recente in altri Paesi dell’Unione europea.
GioiaPura
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L’indagine parte dai contenuti diffusi
Gli organismi di regolamentazione dell’Ue stanno raccogliendo elementi su possibili operazioni di manipolazione informativa condotte da Paesi esterni al blocco. L’obiettivo è capire se la pubblicazione coordinata di immagini e video abbia favorito un clima di maggiore tensione durante le proteste.
Secondo funzionari della sicurezza, alcuni profili già associati a precedenti campagne di disinformazione avrebbero rilanciato scene violente per amplificare il disordine. Tra gli account osservati figurano quelli riconducibili ad ambienti filo-russi e all’estrema destra.
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Russia, Iran e Algeria sotto esame
Le verifiche non riguardano soltanto l’area filo-russa. Nell’elenco dei Paesi che potrebbero avere avuto un ruolo nelle interferenze in rete compaiono anche Iran e Algeria, sebbene gli accertamenti siano ancora in corso.
Le autorità dovranno stabilire se i contenuti siano stati prodotti o diffusi con l’intento preciso di alimentare le rivolte, oppure se abbiano semplicemente sfruttato eventi già in corso. Il possibile collegamento viene valutato anche alla luce delle violenze segnalate negli ultimi giorni in altri Stati membri.
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