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Attualità 2 min di lettura44 min fa

Vicino al traguardo di New York muore una 24enne

La 24enne è deceduta dopo un arresto cardiaco legato alla rabdomiolisi, rara complicazione dello sforzo intenso

Rachel Apa, 24 anni, è morta dopo essersi accasciata a poca distanza dal traguardo della maratona di New York. La giovane aveva partecipato per la prima volta alla gara del 1° novembre e si trovava nei pressi di Central Park.

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Il crollo vicino al traguardo

Apa aveva percorso 24 miglia, pari a circa 38,6 chilometri, quando ha perso i sensi. Alcuni medici presenti tra gli spettatori hanno iniziato subito le manovre di rianimazione, poi proseguite dal personale sanitario con l’impiego di un defibrillatore.

Il trasferimento d’urgenza al Mount Sinai Medical Center non è bastato. La 24enne è deceduta alcune ore più tardi. Il padre ha riferito che la figlia si era preparata adeguatamente e, prima della partenza, gli aveva scritto: «Non mi sono mai sentita meglio. Devo aver fatto la dose di carboidrati nel modo giusto per la prima volta».


La malattia che ha colpito i muscoli

Secondo le informazioni fornite dai medici alla famiglia, la morte sarebbe stata provocata dalla rabdomiolisi. La condizione si verifica quando le cellule dei muscoli scheletrici si danneggiano e riversano nel sangue sostanze normalmente contenute nelle fibre muscolari.

Questi composti possono sovraccaricare i reni e causare un’insufficienza renale improvvisa. I sintomi comprendono dolori, rigidità e gonfiore muscolare, oltre a urine molto scure. La patologia può comparire dopo un esercizio prolungato e intenso, ma anche in seguito a traumi da schiacciamento, infezioni o assunzione di alcuni farmaci.

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Cure e possibili complicazioni

Negli Stati Uniti i casi diagnosticati ogni anno sono circa 26mila. La manifestazione può essere lieve e risolversi con una reidratazione rapida per via endovenosa, utile a favorire l’eliminazione delle sostanze liberate dai muscoli.

Quando invece compaiono squilibri degli elettroliti o un danno renale acuto, è necessario intervenire rapidamente. Nei casi più severi possono insorgere problemi cardiaci e, in assenza di trattamento, anche la morte.


La storia di Rachel Apa

Originaria di Lewisberry, in Pennsylvania, Apa lavorava come responsabile di prodotto in un’azienda manifatturiera. Durante gli anni alla Bucknell University aveva giocato a hockey su prato e si considerava una persona molto attiva.

La partecipazione alla maratona aveva anche uno scopo benefico: raccogliere fondi per la Parkinson’s Foundation. Il morbo di Parkinson aveva causato la morte del nonno, che la giovane considerava un esempio e al quale attribuiva l’insegnamento a «rimanere attiva, a superare i miei limiti e ad affrontare le sfide, alimentando il mio amore per lo sport e il movimento».

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