Via Gulli, il mistero del corpo nei sacchi: tre fermi
Il ritrovamento di Fabio Colapietro riapre interrogativi su una serata tra alcol, droga e violenza nell’appartamento di una docente
Nel palazzo di via Gulli il viavai notturno era diventato una presenza abituale, così come la figura della donna che viveva al quarto piano. Un residente la descrive come molto magra e spesso in compagnia di persone diverse: «Da quando abitava qui, era un continuo via vai di persone, su e giù per le scale a tutte le ore del giorno e della notte». La scoperta del cadavere ha lasciato sotto choc l’intero quartiere.
L’insegnante assente da settembre
Nicole Formichetti, docente di italiano in un istituto di Ciriè, non si sarebbe più presentata a scuola dall’avvio dell’anno scolastico. I dirigenti dell’istituto, senza entrare nei dettagli, hanno spiegato: «Non abbiamo nulla da dire, sono motivi personali».
Intanto la Squadra Mobile sta ascoltando anche altre persone legate all’abitazione, frequentata con assiduità. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire chi fosse presente nell’alloggio e quali rapporti avesse con Fabio Colapietro, 39 anni, residente a Settimo Torinese.
La telefonata che ha fatto scattare tutto
L’indagine è partita giovedì sera, quando una donna ha contattato il 112 poco prima delle 22. Alla centrale avrebbe riferito che il figlio le aveva raccontato di aver ferito gravemente qualcuno. Gli agenti hanno quindi individuato la madre, di origini sudamericane, insieme al 26enne che vive nella zona di Mirafiori.
Il giovane avrebbe indicato agli investigatori l’indirizzo di via Gulli, sostenendo: «Ho ammazzato uno, in via Gulli». Accompagnato dalle volanti, ha raggiunto il quartiere Borgo Vittoria e ha condotto i poliziotti davanti all’appartamento occupato dalla professoressa.
Sacchi, lame e cemento nel bagno
L’ingresso nell’alloggio ha portato alla scoperta di diversi coltelli da cucina raccolti in un secchio, con lame di dimensioni differenti. Poco distante erano presenti sacchi neri utilizzati per i rifiuti; al loro interno gli agenti hanno trovato il corpo smembrato di un uomo, in parte coperto con cemento a presa rapida.
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Gli accertamenti hanno identificato la vittima in Colapietro, del quale i familiari non avevano notizie da alcuni giorni. Sul cadavere il medico legale e i tecnici della Scientifica hanno rilevato lesioni compatibili con coltellate e colpi di bastone.
Tre fermi e molti interrogativi
Dopo una notte e una giornata di audizioni negli uffici della Questura, la polizia ha sottoposto a fermo il 26enne, accusato di omicidio e soppressione di cadavere. Formichetti e una ragazza di 22 anni risultano invece indagate per favoreggiamento e concorso nell’occultamento del corpo.
Resta da definire la ragione dell’aggressione. Nelle prime ricostruzioni il giovane avrebbe parlato di una colluttazione nata durante una rapina o un furto, ma gli investigatori devono ancora verificare questa versione e chiarire diversi passaggi.
Il luogo del delitto resta incerto
La pm Lea Lamonaca coordina gli accertamenti, concentrati anche sulla cronologia della morte. Il forte odore percepito nell’abitazione potrebbe fornire elementi utili per stabilire da quanto tempo Colapietro fosse deceduto, ma saranno gli esami medico-legali a definire il quadro.
Un altro punto decisivo riguarda il luogo dell’omicidio: non è ancora certo che l’uomo sia stato ucciso in via Gulli. Gli investigatori valutano anche l’ipotesi che il corpo sia arrivato nell’alloggio in un secondo momento, per essere poi sezionato e nascosto. Sullo sfondo rimane da verificare anche la possibile riunione a base di alcol e droga alla quale, secondo gli elementi raccolti finora, avrebbero partecipato le persone coinvolte.
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