Vertice Ue, tanta agenda ma poche decisioni: il nodo è l’energia
I leader europei si riuniscono per due giorni tra caro energia, competitività, Ucraina e migrazioni, con l’obiettivo di preparare decisioni future più che chiudere accordi immediati.
Il Consiglio europeo si prepara a una riunione di due giorni con molti dossier sul tavolo, ma senza aspettative di svolte immediate. L’obiettivo del vertice di Bruxelles sarà soprattutto definire il percorso per decisioni successive, mentre il caro energia rischia di diventare il tema politicamente più delicato per i Ventisette.
La riunione si apre oggi alle 10, dopo l’arrivo dei leader previsto dalle 8.30, e proseguirà fino a domani. Una fonte diplomatica ha descritto il summit come particolare proprio perché, nonostante un programma fitto, nessuno prevede l’adozione di misure definitive sui principali argomenti.
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Il caro energia mette pressione ai leader
La discussione sui prezzi dell’energia sarà inserita nel capitolo dedicato alla competitività e dovrebbe concentrarsi, almeno in questa fase, sugli interventi a breve termine. La Commissione europea ha indicato tra le possibili risposte il rinvio di alcune norme sul metano e la revisione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato.
Diversi governi chiedono però iniziative più incisive per proteggere l’industria europea e sostenerne la capacità di competere. Una fonte diplomatica ha parlato di «frustrazione dall’assenza di qualsiasi progresso» e ha accusato Bruxelles di non aver prodotto idee sufficienti, a differenza di quanto avvenuto durante la crisi dell’automobile.
Al Consiglio potrebbe inoltre riemergere la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci, avanzata formalmente da Italia e Grecia e sostenuta anche da altri Paesi. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non essendo prevista ufficialmente nell’ordine del giorno.
La discussione resta vincolata alle regole attuali del Patto di stabilità. Una fonte europea ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma ha escluso l’ipotesi di modificare ora il quadro normativo, anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari. Roma, tuttavia, chiede margini di manovra all’interno delle norme esistenti.
Competitività, Cina e finanza europea
All’inizio dei lavori i capi di Stato e di governo faranno il punto sull’attuazione dell’agenda per il mercato unico. Tra gli sviluppi citati c’è l’intesa raggiunta in sede di Consiglio sul pacchetto relativo all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
Il compromesso non estende però la vigilanza unica dell’Esma alle piazze finanziarie di Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha giudicato il risultato poco ambizioso, mentre a Bruxelles si sottolinea che il negoziato rappresenta comunque un passo avanti.
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Durante il pranzo i leader discuteranno degli squilibri macroeconomici globali, formula che riguarda soprattutto i rapporti tra Unione europea e Cina. Il confronto con Pechino è stato intensificato anche attraverso le missioni del commissario al Commercio Maros Sefcovic, ma i governi valutano parallelamente se rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Unione.
Secondo una fonte europea, la strategia del dialogo starebbe producendo risultati. Sul tavolo potrebbe comunque arrivare la richiesta di elaborare nuovi strumenti, seguendo la linea sostenuta da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.
Ucraina e migrazioni nella seconda giornata
Nel pomeriggio di oggi sarà esaminato il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, seguito da una conferenza stampa. La cena sarà invece dedicata all’allargamento dell’Unione e alle riforme necessarie per consentire l’ingresso di nuovi membri.
Domani il Consiglio riprenderà alle 10 con l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, chiamato a riferire sugli ultimi sviluppi del conflitto. Successivamente saranno affrontati difesa e sicurezza, con attenzione agli attacchi ibridi attribuiti alla Russia, quindi la situazione in Medio Oriente e il dossier migratorio.
Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-ospiterà una riunione degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà invece un incontro informale sulle soluzioni definite innovative per le migrazioni, compresi gli hub per i rimpatri in Paesi terzi già sperimentati dall’Italia con i centri in Albania.
La Francia non parteciperà all’incontro: secondo la ricostruzione diplomatica, i suoi vincoli costituzionali impedirebbero l’adozione di strutture di questo tipo sul territorio nazionale. Il vertice si chiuderà con la conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
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