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Attualità 3 min di lettura15 ott

Bilancio Ue, la Spagna alza il muro: vertice decisivo a Bruxelles

Il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre affronta risorse comunitarie, clima e sostegno a Kiev tra richieste di maggiore ambizione e timori di arretramento.

Il negoziato sul bilancio dell’Unione per il periodo 2028-2034 si apre con una frattura evidente: la Spagna giudica insufficiente la proposta da 1.620 miliardi di euro e Pedro Sanchez si prepara a contestarla durante il vertice di Bruxelles. La cifra è inferiore ai 1.760 miliardi indicati dalla Commissione europea.

Nelle stesse ore, Finlandia, Danimarca e Svezia chiedono ai leader di non ridimensionare il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Sul tavolo del Consiglio europeo ci sono anche la guerra in Ucraina e il ruolo dell’Unione nei possibili negoziati di pace.

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Madrid pretende più risorse

Secondo quanto riferito da fonti della Moncloa, il governo spagnolo considera irricevibili le riduzioni prospettate dalla presidenza irlandese, soprattutto nei capitoli dedicati alla competitività e alla sicurezza. Madrid vuole un quadro finanziario più consistente e propone di sostenerlo anche attraverso nuove risorse proprie dell’Unione e meccanismi di contribuzione ritenuti più equi.

Tra gli ambiti indicati da Sanchez come prioritari figurano la difesa, la sicurezza, le infrastrutture di collegamento, il contrasto al cambiamento climatico, la ricerca e l’innovazione tecnologica. Il confronto sul bilancio, destinato a occupare l’agenda istituzionale fino alla fine dell’anno, resta complicato anche dalle difficoltà politiche interne di Francia e Germania.


Francia e Germania frenano l’intesa

Berlino punta a una revisione del bilancio e a una sua riduzione complessiva, mentre Parigi difende i fondi destinati all’agricoltura e sostiene l’idea di ricorrere a nuovo debito comune per rafforzare le casse europee. Le posizioni dei due principali Stati membri rendono più difficile costruire una mediazione.

La presidenza irlandese dovrebbe presentare sabato 10 ottobre una nuova bozza, organizzata per aree di spesa. Un precedente schema elaborato dalla presidenza cipriota era stato respinto immediatamente dai Ventisette, segnale della distanza ancora esistente tra le capitali.


Clima e Ucraina dividono i leader

I primi ministri di Finlandia, Danimarca e Svezia hanno scritto al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per difendere l’Emissions Trading System. Nella lettera Petteri Orpo, Mette Frederiksen e Ulf Kristersson avvertono che un ridimensionamento del meccanismo potrebbe ridurre la certezza necessaria agli investimenti e rallentare la diminuzione delle emissioni industriali.

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«Non indeboliremo il sistema degli Ets», è il messaggio contenuto nell’iniziativa dei tre governi, secondo cui un arretramento trasferirebbe una quota maggiore degli interventi di riduzione delle emissioni su altri comparti economici. I tre leader considerano decisiva la fase attuale della transizione verso un’Europa più pulita e chiedono di mantenere solidità e ambizione degli strumenti climatici fondati sul mercato.

Sul fronte ucraino, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sollecitato una decisione rapida sulla figura incaricata di parlare a nome dell’intera Unione. «L’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione», ha dichiarato a margine del prevertice del Partito popolare europeo, indicando Antonio Costa come una possibile scelta ma non l’unica.

Anche il premier olandese Rob Jetten, arrivando al Consiglio, ha chiesto ai partner di aumentare l’assistenza finanziaria, militare e non militare a Kiev. «Invito tutti i leader europei a fare di più», ha detto, sostenendo che Vladimir Putin sia l’unico responsabile della prosecuzione del conflitto e che gli ucraini debbano continuare a difendersi finché non verranno avviati negoziati per una pace giusta e duratura.


Meloni al vertice di Bruxelles

Giorgia Meloni ha raggiunto l’Europa Building, sede dei lavori del Consiglio europeo, per la riunione dei 27 Stati membri in programma fino al giorno successivo. Prima dell’avvio ufficiale del summit, la presidente del Consiglio italiana co-presiede con la Romania un incontro degli Amici della Coesione.

La riunione si svolge il 15 e 16 ottobre e riunisce quindi dossier finanziari, politiche climatiche e sostegno all’Ucraina. Le diverse richieste già emerse mostrano quanto sarà complesso trovare una posizione comune sui prossimi impegni dell’Unione.

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