Vertice Ue, il nodo energia domina: attese poche decisioni
Il Consiglio europeo si allunga su due giorni tra caro energia, Ucraina, migrazioni e rapporti con la Cina, ma il risultato più probabile sarà soltanto preparare scelte future.
Il Consiglio europeo di ottobre si apre con un’agenda particolarmente ampia e con aspettative ridotte. I leader dei Ventisette discuteranno di energia, competitività, Ucraina, sicurezza, migrazioni e allargamento, ma a Bruxelles prevale la convinzione che dal vertice non usciranno decisioni definitive: l’obiettivo sarà piuttosto creare le condizioni per intervenire più avanti.
Il tema destinato a pesare maggiormente sul confronto politico è il costo dell’energia, diventato una questione sensibile in numerosi Stati membri anche in vista di appuntamenti elettorali, tra cui quello spagnolo del mese prossimo. Il summit, insolitamente distribuito su due giornate, servirà quindi soprattutto a misurare la distanza tra le richieste dei governi e le risposte che la Commissione europea è pronta a mettere in campo.
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Il caro energia mette pressione ai leader
Sul fronte dei prezzi energetici, la discussione dovrebbe concentrarsi su interventi immediati. La Commissione ha indicato tra le possibili risposte il rinvio di alcune norme sul metano e una revisione delle regole temporanee sugli aiuti di Stato, mentre diversi governi chiedono ulteriori iniziative per proteggere industria e competitività.
Una fonte diplomatica europea ha descritto la situazione come frustrante, lamentando la mancanza di progressi e di proposte concrete. Il confronto sarà complicato anche dalla necessità di raggiungere l’unanimità sulle iniziative più rilevanti e dall’assenza di una soluzione capace di risolvere rapidamente il problema.
Sul tavolo potrebbe così arrivare la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci nazionali, sostenuta ufficialmente da Italia e Grecia attraverso lettere inviate alla Commissione. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non figurando formalmente nell’ordine del giorno.
La posizione italiana punta a ottenere margini all’interno delle regole già esistenti. Da Bruxelles viene riconosciuto lo sforzo compiuto da Roma per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma c’è anche chi considera prematuro modificare il Patto di stabilità, entrato in vigore da poco e osservato con attenzione dai mercati obbligazionari. La Commissione ha ricordato che l’inflazione può comunque essere presa in considerazione nella valutazione dei conti pubblici.
Ucraina e migrazioni nella seconda giornata
La prima giornata sarà dedicata inizialmente alla competitività, quindi al costo dell’energia e agli squilibri macroeconomici globali. In serata, durante la cena, i capi di Stato e di governo affronteranno l’allargamento dell’Unione e le riforme necessarie per accogliere nuovi Paesi. Al termine dei lavori odierni è prevista una conferenza stampa.
Domani il confronto partirà dall’Ucraina, con l’intervento del presidente Volodymyr Zelensky sugli sviluppi più recenti della guerra. Seguiranno i dossier sulla difesa e sulla sicurezza, anche in relazione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con certezza o con alta probabilità alla Russia, e un passaggio sulla situazione in Medio Oriente. Le migrazioni saranno invece discusse durante il pranzo conclusivo.
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Prima dell’avvio del vertice, Meloni co-presiederà la riunione degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà inoltre un incontro informale dedicato a soluzioni definite innovative per la gestione dei flussi migratori, compresi gli hub per i rimpatri in Paesi terzi, sul modello dei centri realizzati dall’Italia in Albania.
La Francia non prenderà parte all’incontro. Parigi ritiene di non poter adottare strutture di questo tipo per vincoli costituzionali e teme che, proprio per questa ragione, il proprio territorio possa risultare più attrattivo per i migranti rispetto a quello degli altri Stati membri. La riunione del Consiglio si concluderà con una conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Competitività, Cina e mercati da integrare
Il primo capitolo del summit riguarderà l’attuazione dell’agenda per un’Europa più integrata e per un mercato unico più efficace, definita dopo il vertice di Alden-Biesen. I governi prenderanno atto dell’intesa raggiunta sul pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla supervisione unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie, Francoforte e Madrid. A Bruxelles si sottolineano i passi avanti, ma la commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso insoddisfazione per un accordo ritenuto poco ambizioso.
Durante il pranzo i leader parleranno dei rapporti economici con la Cina, indicati nell’agenda con la formula degli squilibri macroeconomici globali. Il dialogo con Pechino è stato intensificato attraverso le missioni del commissario al Commercio Maros Sefcovic, ma alcuni governi spingono anche per rafforzare gli strumenti di tutela disponibili a livello europeo.
Secondo le attese, il Consiglio potrebbe chiedere alla Commissione di elaborare nuovi strumenti oltre a quelli già esistenti. Il confronto con la Cina, in ogni caso, viene considerato produttivo, mentre resta aperta la possibilità di adottare misure aggiuntive per difendere gli interessi economici dell’Unione.
Il programma prevede infine una riunione dei leader sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il vertice di ottobre, dunque, non dovrebbe produrre svolte immediate: il suo compito sarà delineare un percorso comune su dossier che richiedono ancora negoziati complessi, soprattutto sul fronte energetico.
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