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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Vassallo racconta Biagio Conte: «Ascoltare è già aiutare

Il film trasmesso su Rai Uno ha ripercorso la scelta radicale di Biagio Conte, mentre l’attore ha parlato del valore dell’ascolto e di una prova personale difficile.

Il messaggio più forte emerso dal film su Biagio Conte riguarda la possibilità di stare accanto agli altri anche attraverso una semplice domanda. La pellicola, trasmessa su Rai Uno l’11 ottobre, ha raccolto 2.562.000 spettatori, raggiungendo il 17.7% di share.


Una Palermo lontana dagli stereotipi

“Sul cammino di Francesco-La vita di Biagio Conte” ricostruisce la vicenda di un uomo nato a Palermo negli anni Sessanta in una famiglia di imprenditori. Dopo aver rinunciato a una vita privilegiata, Biagio Conte scelse di condividere l’esistenza con le persone senza dimora della città.

Il film racconta così il suo impegno quotidiano tra accoglienza, solidarietà e povertà. Alessio Vassallo, che ne interpreta il personaggio, ha sottolineato anche il valore di mostrare sullo schermo una Palermo fondata sull’affetto e sulla partecipazione, distante dalle rappresentazioni legate soltanto alla criminalità e ai misteri.


Il gesto che comincia dall’ascolto

Per Vassallo, l’eredità più importante lasciata da Biagio Conte non si limita all’aiuto materiale. L’attore ha spiegato: «Il suo grande lascito è l’atto di ascolto. Quando aiutiamo qualcuno, che sia un amico, un genitore o il ragazzo fuori dal supermercato che ci chiede una moneta, dovremmo accompagnare il gesto con una parola».

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Nel suo ragionamento, domandare a una persona come sta o da dove proviene può rappresentare un sostegno decisivo. Molti, secondo l’attore, cercano prima di tutto qualcuno disposto ad ascoltarli, ancora più che un aiuto economico.


L’esperienza personale dell’attore

Vassallo ha collegato il tema del film anche a un periodo complesso della propria vita. Quando il padre ha cominciato a stare male, ha raccontato di essersi sentito smarrito e di aver cercato sostegno tra le persone vicine e nello psicologo; ha inoltre descritto la fatica provocata dalle voci che lo tormentavano.

Riflettendo sul presente, l’attore ha osservato: «Oggi viviamo in una società introiettata, che non sa più guardare fuori». Da qui nasce il suo auspicio che il film possa raggiungere soprattutto i più giovani e ricordare che ciascuno può fare qualcosa per gli altri, non soltanto con la solidarietà, ma anche prestando attenzione e tempo.

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