Varenna, il cantiere della stazione sale a 10,5 milioni: cosa non torna
L’intervento sulla Varenna-Esino-Perledo è passato da una stima di 7,4 milioni a un progetto molto più costoso, ora al centro di un’interrogazione parlamentare e di verifiche interne.
La stazione ferroviaria di Varenna-Esino-Perledo serve ogni anno più di 560 mila passeggeri, ma nei periodi di maggiore afflusso turistico la banchina è già sottoposta a una forte pressione. Proprio mentre il nodo ferroviario del Lago di Como avrebbe bisogno di interventi adeguati, il progetto di riqualificazione è finito sotto esame per l’aumento delle spese e per alcuni dubbi sulla documentazione contabile.
A chiedere chiarimenti al ministro dei Trasporti Matteo Salvini è Agostino Santillo, esponente del Movimento 5 Stelle, che il 5 ha presentato un’interrogazione parlamentare. Nel mirino ci sono sia l’andamento economico dell’opera sia le procedure seguite da Rfi.
Il conto del progetto continua a crescere
Il piano comprende la costruzione di un nuovo sottopassaggio pedonale, la realizzazione di un marciapiede e l’innalzamento di quello già presente. Sono inoltre previsti il recupero di un fabbricato della stazione e la sistemazione di alcune aree dell’impianto.
Nel 2025 la previsione iniziale fissava il valore dei lavori a 7,4 milioni di euro. Successivamente, secondo la ricostruzione di Santillo, tre contratti applicativi hanno portato l’importo oltre quota 8,2 milioni, senza includere le spese generali. «L’incremento rispetto alla programmazione iniziale supera il milione», sostiene il parlamentare.
A questa cifra si aggiungerebbero altri 2 milioni per gli spazi esterni. L’iter di questa parte dell’intervento sarebbe stato bloccato dopo l’avvio di controlli interni e attività di audit. Nel complesso, l’investimento avrebbe quindi raggiunto quasi 10,5 milioni di euro, mentre all’interno di Rfi sarebbero emerse perplessità tali da spingere a fermare una parte del progetto.
L’interrogazione potrebbe ora riaprire la discussione sulla destinazione di quelle risorse. Una delle ipotesi è che lo stanziamento per le aree esterne venga impiegato diversamente, evitando di procedere con una componente dell’opera già contestata.
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Le verifiche sulle somme contabilizzate
I dubbi non riguardano soltanto la crescita dei costi. Il Movimento 5 Stelle segnala infatti «alcune criticità» in diversi documenti legati all’esecuzione dell’intervento e chiede al ministero di verificare se gli importi riconosciuti siano sempre giustificati.
Tra gli aspetti indicati figurano le maggiorazioni attribuite alle interferenze con il traffico ferroviario e i compensi legati a presunte interruzioni dell’esercizio. Secondo la denuncia, durante le lavorazioni principali la linea non sarebbe stata interrotta, circostanza che renderebbe necessario controllare la correttezza delle somme eventualmente pagate.
Altri rilievi riguardano l’applicazione delle maggiorazioni all’intero lavoro, anziché alla sola quota relativa alla manodopera. Viene inoltre citata la movimentazione di 900 metri cubi di materiale, che sarebbe stata registrata attraverso voci non pertinenti oppure conteggiata più volte.
Una stazione già sotto pressione
Il caso assume particolare rilievo perché l’impianto si trova in una delle località più frequentate del Lario. Durante i ponti primaverili e nelle ultime stagioni estive, l’arrivo di centinaia di visitatori ha provocato affollamenti sulla banchina e difficoltà nella gestione dei flussi.
Eventuali ritardi, modifiche o nuovi stop ai lavori potrebbero quindi incidere su una stazione che affronta già le conseguenze del turismo di massa. Sarà il ministero, dopo l’interrogazione, a dover chiarire l’origine dell’aumento dei costi, lo stato dei controlli e la correttezza delle registrazioni contestate.
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