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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Vanoni, due esordi riemergono dopo quasi 70 anni: la scoperta

Dagli archivi del Piccolo Teatro di Milano riaffiorano due interpretazioni del 1957, quando l’artista aveva 22 anni e non aveva ancora inciso alcun disco.

La futura interprete delle canzoni della mala mosse i primi passi musicali molto prima di diventare una delle voci più riconoscibili della scena italiana. A quasi sette decenni di distanza, due registrazioni hanno restituito un frammento inatteso di quella stagione iniziale.

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Il teatro all’origine della sua voce

Il ritrovamento riporta Ornella Vanoni agli anni della formazione al Piccolo Teatro di Milano, ambiente nel quale si stava preparando soprattutto alla recitazione. La giovane artista aveva appena concluso la scuola del teatro e, nel 1957, sembrava destinata a proseguire principalmente sul palcoscenico come attrice.

In quel periodo lavorava sotto la direzione di Giorgio Strehler. L’esperienza teatrale, però, finì per accompagnare anche la costruzione della sua identità musicale e contribuì a creare il terreno dal quale sarebbe nato, in seguito, il repertorio dedicato alle vicende dei quartieri popolari milanesi.


Due ballate tornano alla luce

Proprio durante lo spettacolo I Giacobini Vanoni si cimentò per la prima volta nel canto. Lo spettacolo, scritto da Federico Zardi e diretto da Strehler, comprendeva due ballate ambientate nel clima della Rivoluzione francese, composte da Gino Negri.

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Quelle esecuzioni non erano mai finite su un disco e per lungo tempo si è pensato che ogni testimonianza sonora fosse scomparsa. Le bobine, invece, sono rimaste negli archivi del Piccolo Teatro: oggi permettono di ascoltare la voce dell’artista agli inizi, quando aveva soltanto 22 anni.


Un tassello prima della notorietà

Le registrazioni documentano dunque il debutto canoro di Vanoni, precedente alla fase che l’avrebbe portata all’attenzione del grande pubblico. Non si tratta di brani già noti in una versione dimenticata, ma delle sue prime due interpretazioni, rimaste fuori dalla discografia ufficiale.

Il recupero aggiunge così un nuovo capitolo alla storia di un’artista la cui carriera è stata segnata dall’incontro tra teatro e musica. Quelle due ballate consentono di tornare all’inizio del percorso, prima del successo e prima che il repertorio milanese diventasse una componente centrale della sua immagine.

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