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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Valdegamberi: pubblicare i risultati delle prove nelle malghe

Valdegamberi chiede di fermare il progetto Heimat e di rendere pubblici gli esiti delle prove nelle malghe

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha contestato il progetto Heimat, pensato per contrastare la presenza dei lupi nelle malghe venete. L’esponente di Futuro Nazionale sostiene la richiesta di sospendere le sperimentazioni e pubblicarne i risultati.

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I costi del progetto

Secondo le cifre diffuse dall’Associazione nazionale per la Tutela dell’ambiente e della Vita rurali, l’iniziativa mette in campo oltre 287mila euro, finanziati dalla Regione Veneto e dall’Università di Sassari. Un singolo cane robot avrebbe invece un prezzo vicino ai 70mila euro.

Valdegamberi chiede di sapere se i dispositivi abbiano già dimostrato una reale efficacia nella protezione degli allevamenti. Tra i punti da chiarire indica il funzionamento delle macchine su terreni fangosi e ripidi, in condizioni di gelo o maltempo, oltre ai limiti dell’autonomia e alle spese di manutenzione.


La richiesta alla Regione

«Settantamila euro per un cane robot che dovrebbe tenere lontani i lupi. Siamo alla fantascienza pagata con i soldi dei contribuenti», ha scritto il consigliere in una nota. La Regione, secondo Valdegamberi, dovrebbe fornire dati verificabili sull’utilità dei dispositivi e sugli effetti delle prove già svolte.

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L’esponente regionale ha inoltre richiamato l’esempio della Toscana, dove sono stati organizzati percorsi formativi per operatori impegnati nella gestione dei grandi carnivori. A suo giudizio, in Veneto manca ancora una strategia definita per tutelare gli allevatori e affrontare gli attacchi dei lupi.


La posizione di Valdegamberi

Il consigliere ha quindi ribadito il sostegno alla proposta dell’associazione ambientalista e rurale: fermare il progetto, diffondere i risultati delle sperimentazioni e verificare come siano state utilizzate le risorse pubbliche.

«Gli allevatori hanno bisogno di protezione concreta, non di annunci spettacolari», ha affermato Valdegamberi, aggiungendo che la difesa delle malghe dovrebbe passare da strumenti efficaci e non da una tecnologia ancora priva, secondo lui, di risultati dimostrati.

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