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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Uscite anticipate, il governo prepara un fondo dedicato

La misura dovrebbe entrare nella prossima legge di Bilancio con risorse limitate e platee ristrette

Il governo ha previsto un fondo da alcune centinaia di milioni per introdurre nuove modalità di pensionamento anticipato. I dettagli saranno definiti nel 2027, dopo l’approvazione dell’ultima legge di Bilancio della legislatura.

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Le misure per le famiglie

Nel confronto tra i partiti di maggioranza sono state esaminate anche le proposte rivolte ai nuclei familiari e al ceto medio. Tra le possibilità ancora allo studio figura l’eliminazione del bollo per tutte le prime automobili di proprietà.

Il provvedimento, tuttavia, non è ancora definito nei suoi contenuti complessivi. Le scelte finali dipenderanno dall’equilibrio tra le diverse voci della manovra e dalle risorse disponibili.


Banche e spesa sanitaria

Un altro capitolo discusso dai leader riguarda il contributo del settore bancario, chiamato a garantire circa 5 miliardi di euro secondo il programma di bilancio trasmesso a Bruxelles. L’impianto è stato aggiornato, ma la versione conclusiva dovrebbe essere esaminata in un incontro tra il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e l’Associazione bancaria italiana, forse già oggi.

Nel quadro attuale non sarebbe previsto un ulteriore incremento del Fondo sanitario nazionale. Per il 2027 la spesa salirebbe così a 151,67 miliardi, rispetto ai 148,84 miliardi del 2026. Resta invece sul tavolo l’ipotesi di ampliare il limite per i dispositivi medici, portando l’aumento dallo 0,20% allo 0,40%, così da ridurre l’impatto della restituzione richiesta alle imprese biomedicali.


Il nodo della rivalutazione

Le coperture della legge di Bilancio comprendono anche una possibile revisione dell’adeguamento degli assegni al costo della vita. L’orientamento sarebbe quello di applicare una rivalutazione meno ampia all’aumentare dell’importo della pensione, proteggendo maggiormente i trattamenti più bassi e valutando aiuti aggiuntivi per le pensioni minime.

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Un meccanismo simile era stato adottato nel 2023 e nel 2024: l’incremento integrale spettava agli assegni fino a quattro volte il minimo, mentre per le fasce superiori la percentuale diminuiva dall’85% fino al 32%. Quella scelta aveva prodotto risparmi pari a 2,1 miliardi nel 2023 e a 4 miliardi l’anno nel biennio seguente. Ora l’obiettivo sarebbe più contenuto e rientrerebbe negli 1,7 miliardi indicati tra le altre spese da comprimere nel documento programmatico di bilancio.


Il confronto nella maggioranza

La mediazione sulle pensioni ha consentito di superare il blocco posto dalla Lega, che chiedeva un intervento sui ritiri prima dell’età ordinaria. La proposta per i lavoratori di 64 anni con 36 anni di contributi, ispirata alla precedente Quota 100 ma in forma ridotta, non sarà però definita subito.

Il fondo servirà a finanziare soltanto alcuni canali di flessibilità, destinati a platee limitate. Le regole operative saranno rinviate a gennaio, con meno risorse rispetto al passato.

La decisione è maturata durante il vertice a cui hanno partecipato Giorgia Meloni, Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi. Il Consiglio dei ministri, inizialmente atteso oggi, dovrebbe riunirsi domani in tarda mattinata, dopo gli ultimi passaggi sulla clausola di salvaguardia energetica ancora negoziata con l’Unione europea.

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