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Attualità 4 min di lettura53 min fa

Urzola: cellule staminali e longevità tra scienza e fede

Al congresso Agorà di Milano il chirurgo ha illustrato terapie rigenerative, limiti normativi e obiettivi sulla durata della salute

Il chirurgo Victor Urzola ha presentato al congresso Agorà di Milano alcune applicazioni delle cellule staminali per rallentare l’invecchiamento e sostenere la medicina estetica.

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Stile di vita e longevità

Secondo Urzola, la ricerca sulla longevità non può concentrarsi soltanto sulle procedure mediche. Il chirurgo ha indicato alimentazione equilibrata, sonno regolare, poco stress e un’esposizione controllata al sole tra i comportamenti utili per mantenere più a lungo una buona qualità di vita.

«Non siamo soltanto corpi: abbiamo anche uno spirito, strettamente collegato all’organismo», ha detto parlando del rapporto con Dio. A suo giudizio, la dimensione spirituale completa l’approccio scientifico alla salute.

L’obiettivo dichiarato è aumentare sia gli anni complessivi di vita sia il periodo trascorso in condizioni di autonomia. Urzola ha collegato questo traguardo alla necessità di ridurre la dipendenza dagli altri nelle attività quotidiane e il peso dell’assistenza sulle famiglie e sul sistema sanitario.


L’ipotesi di fermare l’invecchiamento

Nel volume scritto con Vincent Giampapa e Liz Parrish, Urzola sostiene che l’invecchiamento possa essere trattato come una malattia. Il libro sviluppa l’idea di una medicina capace di aggiungere più di un anno di vita in buona salute per ogni anno trascorso.

Questa teoria, resa popolare da Aubrey de Grey e Ray Kurzweil, resta oggetto di discussione sia tra gli scienziati sia sul piano etico. Il dibattito riguarda anche il rapporto tra ciò che la tecnologia potrebbe rendere possibile e ciò che sarebbe opportuno applicare.

Liz Parrish, coautrice del libro e fondatrice di BioViva Science, aveva dichiarato nel 2015 di essersi sottoposta in Colombia a due trattamenti genici sperimentali contro l’invecchiamento. La scelta, effettuata fuori dal controllo dell’autorità statunitense sui farmaci, era stata contestata da diversi ricercatori per la mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza.


Le terapie del centro costaricano

Urzola è cofondatore e amministratore delegato del Regenerative Medicine Institute di San José, in Costa Rica. La struttura privata utilizza cellule staminali mesenchimali ottenute dal cordone ombelicale, provenienti da donatori e replicate in laboratorio, con applicazioni dichiarate nei settori della longevità, dell’ortopedia e della medicina estetica.

Il centro offre anche la possibilità di conservare cellule staminali prelevate dal paziente in giovane età. L’idea è moltiplicarle in laboratorio e reintrodurle in una fase successiva della vita, quando la capacità naturale dell’organismo di riparare i tessuti tende a ridursi.

La procedura viene presentata come una forma di protezione biologica per il futuro. La sua efficacia e i possibili rischi, tuttavia, sono ancora al centro del confronto nella comunità scientifica.

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I dati presentati ad Agorà

A Milano Urzola ha illustrato, insieme al chirurgo plastico Luciano Lanfranchi, due lavori sulle applicazioni cliniche delle cellule staminali. Il primo ha raccolto i risultati osservati su 174 pazienti e ha riferito miglioramenti soprattutto nel dolore cronico al ginocchio e nei trattamenti per il viso.

Nel gruppo ortopedico, 23 persone su 28 hanno segnalato un’evoluzione positiva. Per il ringiovanimento del volto, invece, il miglioramento ha riguardato 88 pazienti su 104; le cellule erano state impiegate con laser e radiofrequenza.

Gli stessi autori hanno definito i risultati esplorativi. La valutazione si è basata sui questionari dei pazienti e su un controllo effettuato dopo tre mesi, senza presentare quindi conclusioni definitive sull’efficacia a lungo termine.

Il secondo lavoro ha riguardato una tecnica di lifting rigenerativo. La somministrazione di tessuto adiposo micronizzato viene guidata da immagini ottenute con ecografia ad alta risoluzione, così da intervenire in aree specifiche del volto.


Regole diverse tra Italia e Costa Rica

Il centro svolge già questi trattamenti in Costa Rica e Urzola ha ipotizzato una futura estensione all’Europa. Nell’Unione europea, però, le cellule mesenchimali moltiplicate in laboratorio rientrano nella categoria dei medicinali per terapie avanzate.

Il loro impiego è consentito soltanto all’interno di sperimentazioni cliniche autorizzate oppure dopo un’approvazione dell’Agenzia europea per i medicinali. In Italia le banche pubbliche non conservano sangue cordonale per uso personale, poiché operano per la donazione solidaristica; l’esportazione verso strutture private estere è possibile, ma a carico del cittadino.

La Costa Rica ha introdotto regole specifiche dopo aver considerato per anni queste pratiche sperimentali e non autorizzate. Oggi le terapie con cellule staminali adulte sono divise in tre categorie: per quelle sottoposte a manipolazioni rilevanti servono il via libera del ministero e prove preliminari su sicurezza ed efficacia.

Il nuovo quadro ha favorito l’arrivo di pazienti dall’estero, soprattutto dagli Stati Uniti. Secondo il suo curriculum, Urzola ha partecipato alla stesura delle norme costaricane sulle cellule staminali.

Urzola sostiene inoltre che l’inserimento delle terapie cellulari nella chirurgia del volto possa accelerare la guarigione e prolungare la durata dei risultati estetici.

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